Storia di Olga, la 92enne no vax di Monza convinta dagli ex colleghi di Desio a vaccinarsi. «Ma non so quando toccherà a me»
Una vaccinazione a Monza e Brianza

Storia di Olga, la 92enne no vax di Monza convinta dagli ex colleghi di Desio a vaccinarsi. «Ma non so quando toccherà a me»

Olga Besana ha 92 anni, vive a Monza ed era una nonna “no vax”. Poi le esperienze e le storie che ha letto nel gruppo Whatsapp degli ex dipendenti della Flowserve di Desio (ex Worthington) l’hanno convinta: «Mi vaccino». Ha fatto tutto da sola, la prenotazione. Da un mese, però, non sa quando toccherà a lei.

Ci sono gruppi e gruppi su Whatsapp. Ce n’è di tutti i tipi e di tutti i generi. Quello che tiene stretti gli ex colleghi della Flowserve di Desio (ma che con un poco di convinta nostalgia è stato chiamato ’Worthington amici’, perchè da lì, dalla vecchia Worthington pompe, poi acquisita dalla multinazionel Floweserve, è nato tutto) stupisce. Stupisce soprattutto i suoi componenti che, giorno dopo giorno, buongiorno dopo buongiorno, anniversario dopo compleanno, si sentono riempire di linfa vitale, di proposte, di vita. Sabato è scattata una molla. Olga Besana, 92 anni, milanese di nascita e monzese di residenza, single, in pensione dal lontano 1983, la più attiva del gruppo nonostante lo stereotipo che la vorrebbe inibita all’uso dei social, continua a comunicare che a lei il vaccino antiCovid ancora non va nessuno a farlo.

Olga Besana, 92 anni, in attesa del vaccino a domicilio

Olga Besana, 92 anni, in attesa del vaccino a domicilio

In dialetto si direbbe: ’vun e poeu duu e poeu trii’, gli altri hanno cominciato a reagire. Com’è sta ’storia? Cosa possiamo fare? Chi possiamo sentire, coinvolgere? Olga lo ammette: «Ero una No Vax, ma dopo i messaggi che ci siamo scambiati giornalmente, le vostre esperienze e quelle dei vostri anziani genitori, mi avete convinto». Così, l’8 aprile, acceso il pc e collegata al sito della Regione Lombardia, ha inoltrato la richiesta di vaccinazione. Non è un fatto di tutti i giorni. Non deve essere stato facile. Né la scelta, né la prenotazione in sé stessa. Chiusa dal tempo, dall’età e dalle vicende della vita tra le mura di casa, Olga ha sicuramente sfondato un tabù. ’Schiscia’, pigia, invia, ha prenotato. Con tanto di ricevuta dell’Asl. Ce l’ha fatta. Brava. Ma da allora, nulla. Sta ancora aspettando. Un mese, si dirà, non è poi così tanto. Ma, scusate dice lei, adesso stanno vacinando i 50enni, un paio di giorni e siringano quelli che potrebbero essere i miei pronipoti. Dai, su, aggiungiamo noi, un piccolo sforzo e anche lei potrebbe finalmente scrivere sul gruppo Whatsapp: sono venuti, mi hanno vaccinata, sono a posto. Gli amici suonerebbero le campane.


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