Spari al Palazzo di giustizia di Milano, fermato a Vimercate l’uomo in fuga: quattro i morti

Spari al Palazzo di giustizia di Milano, fermato a Vimercate l’uomo in fuga: quattro i morti

FOTO - VIDEO Eravate nel tribunale? Commentate o [email protected] Claudio Giardiello, di Brugherio, l’uomo che giovedì mattina ha sparato all’interno del tribunale di Milano è stato fermato dai carabinieri all’altezza delle Torri Bianche di Vimercate. Quattro le vittime.

È stato arrestato a Vimercate, alle Torri Bianche, Claudio Giardiello, l’uomo che giovedì 9 aprile ha sparato all’interno del tribunale di Milano uccidendo tre persone. L’uomo, imputato in un processo per bancarotta, intorno alle 11, armato di pistola, ha sparato vari colpi all’indirizzo di alcune persone, facendo quattro vittime. Ha ucciso un giudice della sezione fallimentare, il suo avvocato e un coimputato.

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A quel punto è fuggito dal Palazzo di giustizia in sella a uno scooter. Imboccata la tangenziale, è stato intercettato tra Concorezzo e Vimercate dai carabinieri di Monza e quindi bloccato alle Torri Bianche, a una trentina di chilometri da corso di Porta Vittoria.

Claudio Giardiello, 57 anni, fino a 3 anni fa residente a Brugherio, vive a Garbagnate Milanese. Nella zona di Brugherio vivono ancora la ex moglie e i due figli.
Giardiello è stato portato in caserma a Vimercate dove poco prima delle 14 è arrivata un’ambulanza . Alle 14.20 il mezzo di soccorso è uscito dal cancello accompagnato da due auto dei carabinieri. A bordo c’era l’uomo, trasportato all’ospedale civile dove è stato visitato in seguito a un malore e interrogato. Aveva altre munizioni, sembra che volesse uccidere ancora.

Una delle vittime è Fernando Ciampi, 71 anni, un giudice, testimone al processo nel quale Giardiello era imputato per bancarotta fraudolenta per il crac dell’Immobiliare Magenta. A scatenare il presunto assassino sarebbe stato l’annuncio da parte del suo avvocato di voler rinunciare al mandato.

A quel punto Giardiello avrebbe impugnato la pistola e sparato allo stesso legale, Lorenzo Alberto Claris Appiani, uccidendolo, ad altri imputati, ad alcuni testimoni e al pubblico presente nell’aula del processo.
Sarebbe riuscito a entrare le palazzo con la pistola attraverso l’accesso riservato agli avvocati, forse proprio in compagnia del suo legale. L’ingresso per il pubblico è infatti dotato di metal detector. Col passare delle ore si è saputo che è entrato esibendo un tesserino falso. Una scena ripresa da una telecamera.
Il terzo deceduto è uno degli altri imputati del processo, Giorgio Erba. Il quarto una persona il cui ritrovamento senza vita, e senza apparenti segni di traumi, è stato segnalato dall’Areu, l’agenzia regionale emergenza urgenza.

A quel punto, uscito dal Palazzo, si è allontanato in sella al suo scooter Suzuki 250 grigio argento, con un casco giallo e si è diretto verso la Brianza. Intercettato dai carabinieri a Brugherio, è stato inseguito fino a Concorezzo e Vimercate, dove, alle Torri Bianche, è avvenuto l’arresto.

(aggiornato alle 17 del 9 aprile 2015)


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