Sp6, la tangenzialina tra Monza e Lissone è ferma al palo: il bando è un rebus  e i costi lievitano
Il cantiere sulla Sp6 tra Monza e Lissone (Foto by Fabrizio Radaelli)

Sp6, la tangenzialina tra Monza e Lissone è ferma al palo: il bando è un rebus e i costi lievitano

Sono ancora giorni di passione per la variante sulla Sp6 Monza-Carate. L’azienda che aveva vinto l’appalto da 9 milioni è stata rilevata da una ditta esclusa dal bando per irregolarità. La Provincia sta terminando le verifiche sulla documentazione della seconda classificata. Intanto i lavori sono fermi e i costi lievitano.

Sono ancora giorni di passione per la Sp6 Monza-Carate: in settimana la Provincia terminerà le verifiche della documentazione presentata dalla ditta Leopoldo Castelli, giunta seconda nella gara bandita nei mesi scorsi. L’ente, infatti, ha revocato l’appalto alla Edilfast, la società che ha rilevato il ramo d’azienda e i relativi contratti della Fimet, l’azienda che si era aggiudicata l’appalto da 9 milioni. La rescissione è stata decisa in quanto la ditta subentrata non ha depositato il Soa, il certificato che attesta la capacità di effettuare lavori di importo elevato.

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Se la Castelli avrà le carte in regola per realizzare la variante alla Monza-Carate i cantieri ripartiranno: prima, però, i tecnici della Provincia, dei Comuni coinvolti e dell’ospedale incontreranno quelli della società per un aggiornamento del progetto. L’azienda dovrà, tra l’altro, sottoscrivere il piano della viabilità provvisoria concordato con la Edilfast: il passaggio, spiegano dall’ente di area vasta, è neccessario in quanto sarà la nuova ditta ad attuarlo.
A Lissone le modifiche riguarderanno soprattutto via Nobel che continuerà ad essere accessibile dalla Sp6 per i veicoli provenienti da Vedano e rimarrà a doppio senso di marcia fin quasi al termine. Gli automobilisti non potranno, però, tornare sulla Monza-Carate effettuando il percorso inverso: il divieto, che sarà segnalato da cartelli o impedito dalla posa di un cordolo, servirà ad evitare una manovra già pericolosa, che diventerebbe ancora più rischiosa con i lavori in corso.

I tecnici hanno previsto anche alcuni assestamenti al confine con Monza, all’altezza di via Cadore, che dovrebbero aumentare la sicurezza. Se l’incarico alla Castelli sarà confermato potranno partire le bonifiche belliche che saranno coordinate dal Comando militare di Padova. A quel punto scatterà nuovamente il conto alla rovescia: gli operai avranno a disposizione 750 giorni per scavare la galleria di 356 metri sotto via Boito e realizzare il tratto in superficie di 142 metri che si collegherà con il troncone avviato una decina di anni fa e poi interrotto a causa di imprevisti che hanno fatto lievitare la spesa prevista.

A conti fatti la variante alla Monza-Carate costerà oltre 14 milioni di euro: il tunnel che, secondo le stime, sarà percorso da circa 20.000 veicoli al giorno sarà realizzato con il metodo Top Down utilizzato per alcuni tratti della metropolitana di Milano. La galleria sarà dotata di un sistema antincendio che bloccherà gli accessi in caso di incidente.


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