Seregno, il caso dell’edificio di via Milano al tavolo della Prefettura
Centro culturale islamico di via Milano (Foto by Paolo Volonterio)

Seregno, il caso dell’edificio di via Milano al tavolo della Prefettura

Il caso dell’edificio di via Milano a Seregno, del presunto centro culturale islamico, è stato al centro anche del tavolo di confronto sulla sicurezza in Prefettura. Martedì nuovo controllo della polizia locale. «Al momento attuale, la situazione non pare debba destare significative preoccupazioni riguardo all’ordine pubblico», dice il sindaco.

Il caso dell’edificio di via Milano a Seregno, da tempo ormai al centro di polemiche ed oggetto di attenzione in città, forse inevitabilmente è stato al centro anche del tavolo di confronto sulla sicurezza, che era già convocato prima del raduno di sabato e che mercoledì è stato ospitato dalla Prefettura di Monza e Brianza. Con il sindaco Alberto Rossi c’erano, tra gli altri, il prefetto di Monza e Brianza Patrizia Palmisani, il questore Davide Sinigaglia e i massimi rappresentanti a livello provinciale di tutte le forze dell’Ordine.

«Questo conferma una volta di più, se mai ve ne fosse bisogno, che l’attenzione su quel che accade è massima e coinvolge le istituzioni ai massimi livelli – ha commentato il sindaco - C’è stata convergenza di tutti i presenti sull’opportunità di un continuo monitoraggio della situazione: lo faremo noi tramite la polizia locale (abbiamo effettuato un sopralluogo anche martedì), lo faranno carabinieri e polizia. Al momento attuale, la situazione non pare debba destare significative preoccupazioni riguardo all’ordine pubblico, ma certamente la guardia rimane alta.Sappiamo tutti che un ritrovo il sabato sera mal si concilia e anzi stride con la destinazione d’uso di laboratorio produttivo che è riconosciuta all’immobile e perciò metteremo in atto azioni congiunte e condivise con le realtà istituzionali e le forze dell’ordine, nel rispetto della legge. C’è da questo punto di vista un’identità di vedute molto positiva tra gli attori coinvolti. Le regole ci sono e tutti le devono rispettare, senza se e senza ma. Allo stesso tempo, però, ritengo sia opportuno in questa fase evitare strumentalizzazioni che, lo ripeto ancora una volta, non poggiano su alcuna prova. L’amministrazione sta lavorando e non è dormiente in alcun modo».


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