Ristoratori, l’idea del Village parte a Piacenza con tre brianzoli: al lavoro per un ristorante condiviso anche a Monza
Monza Incontro ristoratori - Lega Nord brianza che non molla (Foto by Fabrizio Radaelli)

Ristoratori, l’idea del Village parte a Piacenza con tre brianzoli: al lavoro per un ristorante condiviso anche a Monza

Prende vita il progetto del Village ideato e proposto dai ristoratori della Brianza che non molla: a Piacenza con tre brianzoli. «Le aperture solo all’esterno dei locali non hanno risolto la situazione disastrosa» dice il portavoce Aldo Rotunno, al lavoro per aprire un ristorante condiviso a Monza.

Prende vita il progetto del Village ideato e proposto dai ristoratori della Brianza che non molla.

«Le aperture solo all’esterno dei locali non hanno risolto la situazione disastrosa in cui si trovano migliaia di ristoratori in gravissime difficoltà da più di un anno – spiega Aldo Rotunno, titolare del ristorante Pop Up a Monza e portavoce del gruppo la Brianza che non molla che nei mesi scorsi si è speso per portare alla riapertura dei ristoranti - L’idea del Village serve per aiutare chi ha grosse strutture che al momento non può più utilizzare per eventi, e gli imprenditori della ristorazione che in questo modo possono abbattere i costi fissi condividendo gli stessi spazi».

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Il primo prototipo di questo nuovo modo di fare ristorazione ha aperto a Piacenza, in un’area di 1500 metri quadrati, dove è presente anche un po’ di Brianza: «Tra i dieci ristoranti presenti a Piacenza ce ne sono anche tre che erano a Monza», spiega Rotunno.

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Lo spazio è suddiviso in dieci aree assegnate a ciascun ristorante, nel rispetto delle norme di distanziamento. Inoltre è previsto anche un market, per dare la possibilità anche ai produttori della filiera di lavorare.

E proprio a Monza gli ideatori del Village vorrebbero portare il progetto del locale condiviso. «Faccio appello all’amministrazione comunale – continua – ci piacerebbe poter ridare vita a un’area comunale per portare anche a Monza questa idea innovativa e in cui crediamo molto. Vorremmo dare vita a un polo del gusto, uno spazio che offra nuove opportunità a chi è stato messo in ginocchio dalla pandemia e dalle restrizioni. Questa esperienza terribile ci ha segnato ma anche insegnato. Abbiamo chiesto aiuto alla politica, era giusto provarci, ma non abbiamo ottenuto nulla. L’unico modo che abbiamo per rialzarci è contare su di noi e fare squadra insieme».


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