Processo Clean City a Monza: condanne e maxisequestro per i Sangalli

Processo Clean City a Monza: condanne e maxisequestro per i Sangalli

Il tribunale di Monza ha condannato Giancarlo Sangalli, i suoi figli, l’ex assessore Antonicelli e altre ventisei persone coinvolte nel processo Clean City, che aveva svelato un giro di tangenti negli appalti della raccolta rifiuti a Monza. Disposti sequestri per 15 milioni di euro.

Condannati Giancarlo Sangalli e i suoi tre figli, l’ex assessore Antonicelli, l’ex sindaco di Pioltello Concas, l’ex assessore provinciale Petrucci. E disposizione di sequestro di denaro e beni immobili per un valore totale di 15 milioni di euro.
Sono in tutto ventotto le condanne, tra patteggiamenti e riti abbreviati, emesse dal tribunale di Monza per il primo filone del processo “Clean City”, l’inchiesta che un anno fa aveva svelato un giro di tangenti negli appalti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani a Monza. E aveva decapitato l’impero monzese della famiglia Sangalli.

Leggi Monza, operazione Clean City: ventisei arresti, anche politici (gennaio 2014)
Leggi Scandalo rifiuti, processo in vista. Riti alternativi per tutti i Sangalli (maggio 2014)
Leggi Monza chiede i danni ai Sangalli: il Comune parte civile nel processo (giugno 2014)

Giancarlo Sangalli (nella foto con Antonicelli) e i tre figli Giorgio, Patrizia e Daniela hanno patteggiato pene comprese tra 3 anni a 4 anni e tre mesi. A carico della famiglia il gup Rosaria Pastore ha disposto anche il sequestro di beni per 10 milioni di euro.

Condannato a tre anni l’ex assessore all’Ambiente del Comune di Monza Giovanni Antonicelli; un anno e dieci mesi per l’ex assessore provinciale Daniele Petrucci, due anni per l’ex sindaco di Pioltello Antonio Concas.

Ancora da definire il risarcimento che la famiglia Sangalli dovrà al Comune di Monza, che si è costituito parte civile nel processo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA