Presiede l’Osservatorio fiscale

Ora è indagato per evasione

Presiede l’Osservatorio fiscale  Ora è indagato per evasione

Da presidente dell’Osservatorio fiscale dell’Unione commercianti di Monza a indagato per il reato di false fatturazioni e appropriazione indebita. Guai per l’amministratore concorezzese della Agisco srl. Lui si difende:«Per tre anni ho lavorato per un incarico per il quale non sono nemmeno stato pagato: ho centinaio di testimoni».

Da presidente dell’Osservatorio fiscale dell’Unione commercianti di Monza, a indagato per reati di false fatturazioni. Guai da palazzo di giustizia per il concorezzese Gianluca Brambilla, 50 anni, vicepresidente dell’Unione commercianti di Monza. La procura brianzola, ha concluso l’inchiesta che lo vede indagato per presunti reati fiscali e appropriazione indebita, in qualità di amministratore della società Agisco Srl.

Assieme a Brambilla, sono stati iscritti nel registro degli indagati anche altri due impresari, un desiano, e un altro concorezzese, A.R.P., 52 anni, titolare di una ditta di trasporti con sede in città. Secondo i reati ipotizzati dal pm Costa Brambilla, in qualità di amministratore della Agisco srl, avrebbe emesso nei confronti della ditta concorezzese (alla quale prestava servizio di consulenza, secondo quanto riferiscono da palazzo di giustizia), fatture per operazioni inesistenti per l’ammontare complessivo di 280mila euro più Iva. Il tutto, secondo le tesi della procura, allo scopo di consentire alla società di trasporti concorezzese di “evadere le imposte sui redditi e l’Iva”. Altra accusa quella di appropriazione indebita: Brambilla avrebbe incassato 500mila euro, nel 2009 e nel 2010, per “accordi di collaborazione fittizi”. Nel gennaio di quest’anno, presso l’Unione commercianti di Monza, dove è vicepresidente vicario, Brambilla è stato nominato presidente proprio dell’Osservatorio Fiscale.

Brambilla si difende pubblicamente dalle accuse: “Sono stato chiamato nel 2007 da una ditta di autotrasporti di Concorezzo, per un processo di ristrutturazione dell’azienda. Mi sono buttato anima e cuore lavorando 7 giorni su 7, ho vissuto tre anni in quel posto e ora vengo accusato di false fatture senza nemmeno esser stato pagato. Porterò un centinaio di testimoni per dimostrare la mia innocenza”.


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