Ospedale di Desio, impiantato il primo pacemaker senza fili
La cardiologa Donatella Ruggiero, seconda da sinistra, con la sua equipe che ha eseguito l'intervento (Foto by Paolo Volonterio)

Ospedale di Desio, impiantato il primo pacemaker senza fili

Per la prima volta nel reparto di cardiologia dell’ospedale di Desio è stato impiantato una pacemaker senza fili. Un dispositivo indicato per pazienti fragili e anziani.

Un altro importante traguardo raggiunto dall’ospedale di Desio. Per la prima volta nel reparto di cardiologia è stato impiantato una pacemaker senza fili. Il dispositivo ha una batteria incorporata della dimensione di una moneta e una struttura molto semplice, seppure complessa dal punto di vista ingegneristico.

“Il rischio di complicanze ovvero di infezione è praticamente azzerato rispetto al pacemaker tradizionale”, ha spiegato Donatella Ruggiero, la cardiologa che ha realizzato l’intervento, su una paziente ultranovantenne residente in Brianza.

Il pacemaker impiantato (a destra) della grandezza di una moneta

Il pacemaker impiantato (a destra) della grandezza di una moneta

Il pacemaker è uno stimolatore elettrico che consente di controllare e normalizzare le anomalie del ritmo cardiaco. L’impianto tradizionale viene di solito posizionato sottocute, in area toracica, con un collegamento al muscolo cardiaco.

Il pacemaker senza fili viene, invece, rilasciato direttamente nella cavità cardiaca. Per questo rappresenta una stimolazione molto più fisiologica.

“L’impianto del pacemaker senza fili sull’anziana donna è stato operato in sostituzione di un dispositivo analogo, ma tradizionale – ha detto la cardiologa – che le aveva provocato uno stato di infezione. Da qui la procedura, in anestesia locale, che prevede un accesso dalla vena femorale. Poi, attraverso un introduttore è stato inserito nel cuore il nuovo pacemaker”.

L’intervento dura meno di un’ora e comporta un ricovero di 24 ore, dopo di che il paziente può essere dimesso a domicilio.

La durata della batteria del pacemaker senza fili è sovrapponibile a quella di uno stimolatore tradizionale:10-12 anni. I cardiologi fanno un primo controllo sul paziente a 40 giorni dall’intervento e, successivamente, una volta all’anno. Il nuovo dispositivo ha una indicazione precipua per pazienti fragili e anziani.


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