Ordinanza anti alcol a Vimercate e Oreno: critiche da destra e da sinistra

Vimercate.
Vimercate.

L’ordinanza del sindaco Francesco Sartini contro la movida e gli schiamazzi notturni in centro a Vimercate e Oreno non piace né alla Sinistra Italiana né a Fratelli d’Italia per motivi diversi.

«Esprimiamo la più ferma contrarietà a soluzioni che rischiano di mettere in ginocchio molte attività già pesantemente vessate dai mesi di chiusura dovuta al lock down. Le forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale non sono state in grado di fornire soluzioni soddisfacenti – hanno detto Giuseppe Moretti e Massimiliano Pispisa del circolo vimercatese di Fdi – Limitare l’attività dei locali del centro è stato un errore di visione, perché non guarda al vero problema: l’insufficienza di controlli da parte delle forze dell’ordine. Siamo consapevoli del fatto che, purtroppo, la carenza di organico è un problema cronico delle amministrazioni e le forze di polizia non ne sono esenti; per questo bocciamo nettamente lo stop alla vendita di alcolici e sposiamo la linea di un forte coordinamento con la Prefettura per mettere sul tavolo un piano strategico di contrasto a questi fenomeni di devianza giovanile».

Altre critiche sono state mosse da Alessandro Meani di Sinistra Italiana. «Problemi con la movida? Ragazzi che non hanno cura della propria città? A Vimercate, come per il resto del paese, il metodo per risolvere il problema è sempre lo stesso, proibizionismo e vigilantes. D’altronde è molto più facile assumere qualche azienda che si occupa di sicurezza e proibire la vendita di alcool dalle 22 che occuparsi di investire realmente nelle politiche giovanili» ha detto il coordinatore brianzolo di Sinistra Italiana.

Lo stesso Meani ha anche puntato il dito contro i Cinque Stelle al governo della città sulle politiche giovanili definendolo «un tasto dolente per l’attuale amministrazione, che in tutta sincerità in questi 5 anni non ha mosso un dito per rendere la città aperta alle nuove generazioni. Anzi ha addirittura tolto al posto di potenziare quegli strumenti e quegli spazi che potevano garantire l’aggregazione sociale e magari anche educare i giovani al rispetto della vita in una comunità. Serve ripensare ad una città giovane e attiva, che offra servizi sociali attraverso spazi adeguati, con persone preparate, che possono lavorare sul recupero di un determinato e crescente disagio sociale, come faceva il CAG che una volta Vimercate aveva. Ma anche luoghi in cui gli stessi giovani possano organizzarsi e produrre cultura e aggregazione come lo faceva l’Arci Acropolis nell’area feste. Bisogna dare spazi, non toglierli. Educare, non proibire».