Occupazione, traffico, impatto paesaggistico: Vimercate, lettera aperta  ai candidati a sindaco  sul futuro dell’ex Ibm
Ecco come potrebbe apparire l’area ex Ibm di Vimercate

Occupazione, traffico, impatto paesaggistico: Vimercate, lettera aperta ai candidati a sindaco sul futuro dell’ex Ibm

Una lettera aperta scritta dall’ex sindacalista Gigi Redaelli, grande conoscitore dell’ex Ibm, sul futuro dell’area. l’ha indirizzata ai candidati alla carica di sindaco di Vimercate, Francesco Cereda e Giovanni Sala. Elencando i tre punti da chiarire: livelli occupazionali, impatto paesaggistico e traffico.

Una lettera aperta ai due candidati sindaci che si sfideranno al ballottaggio a Vimercate, Francesco Cereda per il centrosinistra e Giovanni Sala per il centrodestra. Tema: il nuovo insediamento produttivo che potrebbe sorgere sull’area ex Ibm. Mittente: Gigi Redaelli, ex segretario generale Fim Cisl Monza e Brianza ed a sempre profondo conoscitore delle crisi industriali che hanno attanagliato la Brianza, e il Vimercatese in particolare, negli ultimi decenni.

Il rendering dell’operazione sull’area ex Ibm

Il rendering dell’operazione sull’area ex Ibm

«La soluzione “trovata” dall’amministrazione comunale uscente (a guida Francesco Sartini, Movimento 5 Stelle) non è quello per cui ci siamo spesi in tutti questi anni con le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori, con le Rsu, con Fim e Fiom . spiega Redaelli -. Non si è potuto fare innanzitutto per le scelte operate in primis dalle multinazionali Ibm e Celestica e successivamente da chi, disattendendo il protocollo “istituzionale e che guidava Bames, ha portato l’azienda in bancarotta fraudolenta anziché lavorare come era possibile per la reindustrializzazione dell’area. Ormai i giochi sembrano fatti però, rimane il rammarico di quello che non si è potuto fare su quell’area industriale e cioè un polo tecnologico di’eccellenza come sarebbe non solo stato auspicabile ma possibile».

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«Alcune forze politiche che vi sostengono e alcune/i candidate/i presenti nel consiglio comunale uscente hanno fatto voto di astensione sulla delibera presentata e hanno anche espresso pubblicamente delle forti criticità sulla questione - argomenta l’ex sindacalista - .Personalmente non sono a conoscenza di quali spazi vi siano per fermare questa soluzione, però so che vi sono dei problemi aperti che devono, a mio parere essere affrontati. Il primo dato che balza all’occhio è quello occupazionale dai 3mila dipendenti (oltre l’indotto) che ha ospitato il sito, ai poco più di 200 previsti nel 2024 (i posti di lavoro annunciati saranno 65 per Progroup AG e di 140 per le altre due aziende partner). Saranno numeri reali e tutti posti di lavoro nuovi? Pensate di attuare confronti e verifiche su questo aspetto?».

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Nella richiesta di Progroup di potersi insediare sul territorio comunale si prevede la costruzione di “tre torri alte 39 metri” dove ciascuna conterrà un magazzino. «Come pensate di affrontare l’impatto sul cambiamento paesaggistico dell’area - si chiede ancora Redaelli -? Un altro aspetto che ci ha visti impegnati da subito come Fim e Fiom con le RSU è stato quello di contrastare possibili insediamenti di logistica, il Ppiano di governo del territorio continua ad escluderlo, ma sembra che ci possa essere un traffico in entrata e in uscita dal sito di 120 camion al giorno. Qualcuno che lavora nel settore dice che a regime potranno essere molti di più e su questo aspetto, che impatta in particolare sulla cittadinanza della frazione di Velasca e Vimercate nord, bisogna prestare molta attenzione. Come pensate di affrontare questa criticità? Ricordo che questo aspetto logistico impatta anche con la questione Pedemontana nel caso si realizzasse, con tutti gli aspetti conseguenti nei confronti dei cittadini vimercatesi in termini ambientali e di inquinamento».

Uno dei nuovi capannoni Progroup

Uno dei nuovi capannoni Progroup


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