Monza, nuove e più vistose paline per le macchine salva-cuore

Monza, nuove e più vistose paline per le macchine salva-cuore

Nuova veste per i defibrillatori a Monza. Brianza per il cuore sta provvedendo a sostituire le teche delle macchine salvavita nei tredici punti in cui erano già state collocate un anno fa. Più visibili e meno sensibili ai falsi allarmi.

Nuova veste per i defibrillatori (in foto). Brianza per il cuore sta provvedendo a sostituire le teche delle macchine salvavita nei tredici punti in cui erano già state collocate un anno fa. Già sostituite le cinque che si trovano nel parco, ora si stanno ultimando i lavori alle otto della città. Oggi si lavora in zona cimitero e davanti al tribunale. Si cambia la veste per eliminare qualche eccessiva sensibilità delle “vecchie” paline , da cui talvolta partiva qualche allarme inesistente, e nel contempo per dare loro una maggiore visibilità.

Dal punto di vista del funzionamento nulla è cambiato. In caso si assista al malore improvviso di una persona che si accascia a terra, priva di conoscenza, si apre la teca e si estrae il defibrillatore. Immediatamente e automaticamente scatta la chiamata al 118, che parla con la persona che ha estratto il defibrillatore. Essendo dotato di gps la centrale operativa può individuare la via dove si sta usando e mandare l’ambulanza.

La macchina salvavita, applicata secondo le regole, che vengono dettate dagli operatori anche per chi non ne fosse a conoscenza, è in grado di riconoscere automaticamente se la persona a terra priva di sensi sia vittima di una fibrillazione ventricolare. Se lo è, scarica a comando, la scossa elettrica che rimette in senso il cuore. Se si tratta di altro tipo di malore, la macchina non eroga alcuna scarica.

Brianza per il cuore, che oltre ad avere messo all’aperto nei punti di maggiore afflusso i defibrillatori, ne aveva dotati diversi supermercati e centri sportivi, ha già istruito all’uso della macchina salvavita diverse centinaia di persone. Monza è una delle prime città d’Italia “cardioprotette”.


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