Monza: niente certificati, spalti proibiti al pubblico del basket
Addio al pubblico per le partite di basket a Monza

Monza: niente certificati, spalti proibiti al pubblico del basket

Il basket di Monza è forzatamente “a porte chiuse”. Il motivo? Mancano i certificati per far entrare il pubblico sugli spalti. E così parenti, amici e tifosi dovranno stare fuori. Inclusi quelli che arrivano dagli altri Comuni.

Monza città chiusa al basket. Non una forzatura, ma un’espressione che spiega un’incredibile situazione che si sta delineando per tutte -ma proprio tutte- le società cestistiche cittadine. In nessun impianto monzese, infatti, è attualmente possibile assistere alle partite dei campionati Fip.

Hanno già provato sulla propria pelle questa situazione la Gerardiana e la Forti e Liberi, nelle prime giornate di Serie D, ma saranno costrette a seguirle anche Eureka, Aso San Rocco e Sanfru, impegnate in Promozione nel campionato che parte questa settimana (anche se tutte e tre sono impegnate in trasferta). Identica sorte anche per le ultime 3 della compagnia, As Monza, Mib e Psg, che debutteranno in Prima divisione la prossima settimana. Otto squadre senior, cinque campi: il PalaForti di viale Battisti, il Nei di via Enrico da Monza, le palestre di via Baioni, via Gentile e via Marmolada. E zero spettatori, anche nelle gare giovanili, nelle quali il pubblico è composto da genitori che si sobbarcano trasferte a volte anche lunghe, e che arrivando presso le palestre monzesi attenderanno fuori, sperando nella clemenza del clima.

Un vero peccato, che stride tantissimo, ad esempio, con le 800 persone che lo scorso giugno hanno assistito alle tre gare di finale tra Sanfru e As Monza di un campionato minore come la Prima divisione.

La causa è la mancanza dell’attestato di capienza degli impianti. Certificato che in passato non aveva scadenza salvo effettuazione di lavori di ristrutturazione dell’impianto stesso, ma che ora ha un termine. E che è fornito dal Comune, che in oltre 100 giorni (scadevano il 30 giugno, pare la commissione che dovrà valutare gli impianti si debba ancora riunire) non è riuscito a produrlo. A danno delle squadre stesse, che con l’inizio della stagione, si trovano a giocare in impianti vuoti, e sono costretti a lasciar fuori gli accompagnatori dei giocatori avversari. Per non parlare dell’immagine agli occhi di chi arriva in città da fuori.

Impianti vuoti, ma che oltretutto necessiterebbero anche di una risistemata. Pittura delle linee del campo (che l’anno scorso è costata qualche multa alle squadre, ad esempio in via Marmolada), sistemazioni di vetri e porte degli spogliatoi. O anche la sistemazione dell’impianto di acqua calda, come ad esempio al PalaForti, dove dall’apertura del palazzetto, in agosto, i circa 800 atleti di basket, ginnastica e atletica devono farsi la doccia fredda. Qui almeno qualcosa si muove: i lavori di sistemazione sono cominciati la scorsa settimana (ma intanto il rischio multe è sempre pendente).

E anche per le luci della palestra di via Marmolada i lavori sono stati effettuati (a sorpresa, anche per alunni e professori della scuola di via Monte Amiata) in questi giorni. Per il pubblico, invece, si dovrà aspettare ancora.


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