Monza, il dramma del liceo Frisi dopo il suicidio di due studenti:   la «necessità di una riflessione», la lettera aperta della scuola, il ricordo  in centro
Monza i ragazzi di Friday for Future in piazza Trento Trieste per il compagno morto (Foto by Fabrizio Radaelli)

Monza, il dramma del liceo Frisi dopo il suicidio di due studenti: la «necessità di una riflessione», la lettera aperta della scuola, il ricordo in centro

Sono i giorni più difficili nella storia recente del liceo Frisi di Monza. L’associazione genitori ha scritto al direttore dell’ufficio scolastico provinciale di Monza e Brianza invocando la “necessità di una riflessione”. La preside ribadisce l’apertura all’ascolto di tutti gli studenti. Il movimento Fridays for future monzese si è riunito in piazza Trento Trieste.

Nei giorni più difficili nella storia recente del liceo Frisi di Monza, l’associazione genitori ha scritto al direttore dell’ufficio scolastico provinciale di Monza e Brianza: “Come genitori ci siamo interrogati, in questo momento di profondo dolore, sulla necessità di una riflessione, unitamente agli psicologi messi a disposizione dalla scuola, grazie per volerci incontrare dopo le tragiche morti di due nostri studenti, che hanno scosso l’intera comunità scolastica”.

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Nelle ultime settimane la città ha vissuto la tragedia del suicidio di due studenti di quinta liceo, a distanza di quindici giorni l’uno dall’altro. Il 24 gennaio un ragazzo di 19 anni si era tolto la vita precipitando dalla finestra di casa, domenica 9 febbraio un diciottenne si è gettato sui binari in viale Battisti all’arrivo del treno sulla linea per Como. La Polizia di Stato ha effettuato approfondite verifiche sull’accaduto, ma non è emerso alcun presunto collegamento tra le due tragedie.

La scuola ha deciso di affrontare la tragedia sospendendo l’attività didattica e avviando una serie di colloqui e incontri con psicologi per alunni e genitori. A inizio settimana è stato convocato collegio straordinario dei docenti, mercoledì sera l’auditorium è stato aperto ai genitori per un incontro con l’Associazione Emdr, specializzata nella gestione degli stress da eventi traumatici.

In una lettera aperta agli studenti la preside Lucia Castellana ha ribadito l’apertura della scuola, e personale, all’ascolto degli studenti. “Noi adulti, come voi ragazzi, siamo annichiliti, sguarniti, e per certi versi il nostro senso di impotenza è ancora più grande proprio perché adulti ed educatori. Per questo occorre stare uniti, percepirsi come una grande comunità che accoglie e include, stare vicino a chi è più debole, piangere e abbracciarci. Una sola cosa mi sento di suggerirvi e chiedervi: imparate ad aprirvi, sempre, non tenete tutto per voi. Ve lo dico anche con una certa disperazione e con il cuore gonfio di dolore, ma sono convinta che questa sia la strada maestra da seguire (…)
La mia porta è sempre aperta, come quella dei miei collaboratori e di tutti i docenti, sia la porta dei nostri uffici che quella del nostro cuore. Imparate a fidarvi di noi sempre di più. Noi siamo e saremo sempre più disponibili ad ascoltarvi, ma anche a imparare da ciò che ci direte”.

Venerdì pomeriggio una ottantina di ragazzi del coordinamento monzese di Fridays for Future (tra loro molti “frisini”) si è riunita in piazza Trento e Trieste per ricordare il diciottenne morto domenica, che era parte attiva del movimento. Si sono riuniti in un composto sit-in in cui hanno concluso il libro che il compagno stava leggendo (le ultime cinque pagine del libro di Luca Mercalli sui cambiamenti climatici) e ascoltato la sua musica preferita.

«Era un amico fidato, una persona speciale sempre pronto ad aiutare gli altri - ha detto con la voce rotta dall’emozoine Nicholas Torri, portavoce del movimento Fridays for future Monza -Tra noi c’è sempre stato uno scambio di idee e opinioni edificante. Aveva idee precise e in maniera radicale le portava avanti. Ci siamo conosciuti per caso a scuola, e sempre per caso è entrato nel nostro movimento, in cui ha fatto tanto, soprattutto in termini umani. Ha contribuito a creare una comunità, con il suo modo di fare. È naturale essere tristi però dobbiamo portare avanti le sue idee, i suoi sogni. Questo è il modo migliore per ricordarlo. Dobbiamo impegnarci a rendere il mondo migliore, così voleva».

Le studentesse avevano la rosa che il loro compagno aveva pensato di regalare proprio nel giorno di San Valentino.


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