Monza, ex Feltrificio Scotti: la giunta taglia due piani al progetto
Monza Ciminiera Feltrificio Scotti (Foto by Fabrizio Radaelli)

Monza, ex Feltrificio Scotti: la giunta taglia due piani al progetto

Svolta nel piano di recupero per l’ex Feltrificio Scotti, nelle scorse settimane al centro delle proteste: la giunta di Monza taglia due piani al progetto dei grattacieli. I palazzi avranno al massimo otto piani.

In arrivo nuovi progetti per l’ex feltrificio Scotti di vialone Battisti a Monza. Li ha anticipati nei giorni scorsi l’assessore all’Urbanistica e allo Sviluppo del territorio Martina Sassoli: le altezze dei palazzi non supereranno i 26 metri, vale a dire gli 8 piani. Si tratta quindi di un assestamento verso il basso di oltre sei metri, visto che si era parlato di due nuovi palazzi da dieci piani (per oltre 32 metri) e di uno da nove (da quasi 30 metri).

«L’avevo spiegato nelle scorse settimane, rispondendo alla levata di scudi che si era immediatamente sollevata da parte di tanti: il nuovo planivolumetrico era in fase di valutazione, ed era inutile prendersela nei confronti di qualcosa che non era il progetto effettivamente in discussione - precisa - Di palazzi da dieci piani si parlava nel rapporto preliminare relativo al vecchio planivolumetrico. Per parecchio tempo abbiamo lavorato gomito a gomito con l’operatore privato e con la Soprintendenza: ora siamo tutti allineati».

E i risultati sono arrivati settimana scorsa, il 16 luglio, quando “gli operatori privati proponenti hanno depositato una proposta di modifica della volumetria dei corpi di fabbrica di progetto” che, come si legge sul sito dell’amministrazione comunale, ha portato all’annullamento della conferenza di verifica programmata per il 28 luglio e della relativa richiesta di presentazione di osservazioni e di contributi.

Che le cose stessero diversamente l’assessore l’aveva anticipato al Cittadino due settimane fa, definendo «lungimirante» il progetto a cui si stava lavorando, con l’intenzione di rispondere presto «con i fatti alle fake news che stavano circolando e alla campagna denigratoria» che si era intanto scatenata.

MONZA Antonella Gaddi durante la raccolta firme contro il progetto dell ex feltrificio scotti

MONZA Antonella Gaddi durante la raccolta firme contro il progetto dell ex feltrificio scotti
(Foto by Fabrizio Radaelli)

Le prese di posizione da parte dei residenti della zona, che subito e spontaneamente si sono riuniti in un comitato, sono arrivate subito dopo la pubblicazione, da parte del Cittadino, del rapporto preliminare relativo alla verifica di assoggettabilità alla valutazione ambientale strategica, disponibile sul sito del comune a partire dalla fine di giugno: subito sono state petizioni online, raccolte firme e anche una conferenza stampa. Un grande movimento di persone, idee e considerazioni: il tutto per ribadire che quella variante al piano integrato di intervento, così com’era stata presentata, non andava bene. Da nessun punto di vista. Non solo per le altezze previste per i tre palazzi, ma anche per la demolizione della storica ciminiera e a causa di tutta una serie di criticità individuate, che spaziano dall’inquinamento al traffico, dall’impatto ambientale alle problematiche idrogeologiche, passando per i parcheggi e verde.

Il comitato ora tira il fiato e si gode quella che definisce come una prima, per quanto parziale, vittoria: «Ci riserviamo di proseguire la battaglia - hanno fatto sapere in una nota stampa venerdì sera - dopo aver visionato il nuovo “concept” per contrastare qualsiasi progetto che andasse a impattare negativamente su quest’area meritevole di rispetto». L’assessore Sassoli, intanto, anticipa i prossimi passaggi: il rapporto preliminare ambiejntale, appena depositato, sarà valutato in sede di Vas.

Ancora presto, adesso, definire delle tempistiche: «È tutto un work in progress. Si punta a migliorare la performance ambientale: non solo liberando suolo, ma anche raddoppiando le alberature ad alto fusto e lavorando sul verde verticale».

Del piano integrato di intervento per la riqualificazione di una delle aree dismesse più conosciute della città si è iniziato a parlare nel 2015, quando il programma era stato approvato dal consiglio comunale - con altezze massime dei palazzi pari a 6 piani. Poi sono state richieste di integrazioni, passaggi amministrativi e modifiche: l’ultima, oltre alle diverse altezze dei tre edifici, ha previsto il trasloco dell’auditorium all’ex Colombo di piazzale Virgilio e il restauro dell’ex casa delle aste, che ospiterà la scuola di musica, e di Villa Azzurra, che avrà destinazione residenziale e non più terziaria.

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(Foto by Fabrizio Radaelli)


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