Monza e il futuro del teatro Manzoni: chiuso il bando per la direzione artistica, restano i dubbi
L’interno del teatro Manzoni di Monza

Monza e il futuro del teatro Manzoni: chiuso il bando per la direzione artistica, restano i dubbi

Cosa ne sarà del teatro Manzoni di Monza? Difficile dirlo. Chiuso il bando a sorpresa per la futura direzione artistica, le risposte della Civica Borsa e del Comune restano poche. Riassunto del mistero.

Tutto quello che si sa, ad ora, è ben poco. Anzi. È quasi nulla. Alimentando così più dubbi sull’operazione che non convinzioni. Di certo, però, si sa che il tempo per presentare la propria candidatura è scaduto. È terminata lunedì 25 la possibilità di partecipare all’“Avviso pubblico per affidamento di incarico professionale di Direzione artistica per la realizzazione dell’attività teatrale del Teatro Manzoni di Monza” per la stagione 2016/2017 – un incarico eventualmente rinnovabile di anno in anno per altri due.

Il bando era comparso a sorpresa sul sito dell’azienda speciale Paolo Borsa e su quello del comune di Monza poco prima delle festività natalizie: una comunicazione essenziale, il bando e la domanda sotto allegati da consegnare debitamente compilati di tutto punto nel periodo di tempo compreso tra il 7 e il 25 gennaio. La notizia, ghiotta, è presto rimbalzata sulle pagine dei giornali locali e sulle pubblicazioni di settore: con l’eco che ha avuto si suppone che le candidature siano state parecchie, anche perché i requisiti base richiesti non erano molto stringenti. Nonostante la retribuzione non golosissima: 18mila euro lordi fino alla fine dell’anno.

Si può infatti leggere nell’avviso che “possono presentare le candidature i soggetti che abbiano maturato un’esperienza almeno quinquennale di direzione artistica ovvero di consulenza artistica e/o di organizzazione teatrale nel campo della programmazione e/o della produzione teatrale, di spettacolo e/o festival e/o enti pubblici, e che siano in possesso almeno del diploma di scuola media superiore”. Si suppone e basta, però. Perché dalla direzione della Paolo Borsa non siamo riusciti ad avere alcuna risposta, né sul numero dei candidati né sulle tempistiche necessarie alla commissione tecnica presieduta dalla dirigenza dell’azienda - quindi da dipendenti dell’amministrazione cittadina - per la selezione dell’incaricato.

E senza risposte è rimasta anche Teatro di Monza srl, la società fondata da Emanuele Banterle che dalla metà degli anni Novanta è affidataria della gestione del cartellone teatrale, mediante la direzione artistica di Luca Doninelli e la direzione generale di Livio Golemme. Tutti con il fiato sospeso, quindi, in attesa di conoscere di chi subentrerà a Doninelli nella programmazione della stagione teatrale e nell’elaborazione del “progetto artistico-culturale relativo alla scelta degli spettacoli che formeranno il cartellone della stagione teatrale con i relativi preventivi finanziari, dei quali garantirà la congruità, secondo gli indirizzi indicati dall’azienda in accordo con il comune di Monza”.

Ma è tutto qui? Perché la domanda per ora resta: qual è lo scopo dell’operazione? Perché il teatro avrà un direttore artistico “esterno” alla società che lo gestisce? Che ruolo resta, se resta, alla stessa società? Quello di biglietteria? E la civica Borsa, che intanto ha ottenuto un lunghissimo diritto di superficie dal Comune sul teatro, vorrà fare di più anche all’interno della gestione? E ancora una volta: perché? Insomma: sono le domande che avremmo voluto fare alla civica o agli assessori. Ma nessuno per il momento ha voluto rispondere.


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