Monza celebra Luigi Kullmann con una via nel quartiere Cantalupo: la prima in Italia per un hockeista
luigi kullman monza hockey pista

Monza celebra Luigi Kullmann con una via nel quartiere Cantalupo: la prima in Italia per un hockeista

Venerdì 25 settembre Monza intitola una via al campione di hockey su pista Luigi Kullmann: è la prima in Italia dedicata a un protagonista di questa disciplina. A mezzogiorno nel quartiere Cantalupo.

La delibera per l’intitolazione della via risale all’autunno del 2018 ma quando - a strada già istituita - era tutto pronto per la cerimonia ufficiale l’emergenza Covid ha rovinato i piani. Ora, però, è arrivato il momento tanto atteso dagli sportivi monzesi.

luigi kullman monza hockey pista

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Venerdì 25 settembre, a diciotto anni esatti dalla sua scomparsa, Luigi Kullmann sarà il primo giocatore di hockey su pista a cui viene dedicata una via in Italia ( «In Europa solo a Lisbona esistono due strade intitolate a campioni di hockey», afferma la figlia Marika, dirigente della Federazione italiana sport rotellistici).
A mezzogiorno nella strada del quartiere Cantalupo le autorità cittadine tributeranno il giusto omaggio al pioniere dello sport monzese, fondatore nel 1933 dell’ l’Hockey Club Monza e nel 1947 dello Skating Club Monza. Nato a Viganello, in Svizzera, nell’agosto del 1916 Luigi Gustavo Kullmann si è trasferito a Monza nel 1920. Qui ha studiato al Liceo Classico Zucchi. Grande sportivo, Kullmann ha praticato anche l’atletica leggera alla Forti e Liberi. Le rotelle, però, sono sempre state la sua passione: fu la mamma Margherita Buhmann, pattinatrice tedesca a fargli indossare i primi pattini e anche la moglie Elsa Beretta è stata una brava pattinatrice.

luigi kullman monza hockey pista

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Nel 1934 ha disputato il primo campionato di hockey a Roma e due anni dopo con la maglia della nazionale italiana il campionato del mondo di Stoccarda battendo, sotto gli occhi di Adolf Hitler, la squadra tedesca. In nazionale Kullmann ha preso parte a settanta incontri segnando ben settantasette reti. Memorabile il suo modo di tirare, detto “tiro alla Kullmann”, che con una finta riusciva il più delle volte a depositare il dischetto nella rete avversaria. Kullmann era, però, anche un uomo di profonda cultura. In un periodo difficile come quello della guerra riuscì a laurearsi in Giurisprudenza all’Università statale.

«Papà era ufficiale di fanteria - racconta la figlia, insegnante di lingua e letteratura francese ora in pensione - e dovette partire per la campagna di Albania. Tra i suoi pochi bagagli portò anche dei libri universitari per non venire meno ai suoi impegni di studente. Con lui ho sempre avuto dei vivaci scambi intellettuali. Spesso mi chiedeva di raccontargli che cosa avessi spiegato a scuola ai miei alunni e insieme discutevamo dei vari autori».

L’appassionante storia umana e sportiva di Kullmann, Giovannino d’oro nel 1987 e Cavaliere Ufficiale della Repubblica nel 1991, è contenuta nel libro “Hockey pista un grande romanzo” uscito nel 2018.


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