Monza, all’ospedale San Gerardo la prima operazione mini-invasiva per il tumore al polmone

Monza, all’ospedale San Gerardo la prima operazione mini-invasiva per il tumore al polmone

LEGGI Nefrologia a Desio - All’ospedale San Gerardo di Monza si è registrato il primo caso di chirurgia mini-invasiva per un tumore al polmone: uno dei pochi centri in Italia ad applicare questa tecnica grazie al nuovo primario di chirurgia toracica Marco Scarci, 41 anni, tornato in Italia dopo anni all’estero.

All’ospedale San Gerardo di Monza si è registrato il primo caso di chirurgia mini-invasiva per un tumore al polmone. La struttura è diventata uno dei pochi centri in Italia ad applicare questa tecnica grazie al nuovo primario di chirurgia toracica Marco Scarci, 41 anni, un “cervello in fuga” che ha scelto di rientrare in Italia dopo aver maturato esperienze all’estero.

L’operazione, effettuata qualche giorno fa, consiste in una incisione di tre centimetri per asportare un tumore polmonare in circa un’ora di tempo. La paziente che l’ha subita sta bene ed è tornata a casa la mattina successiva.

Nella sala operatoria monzese, in collaborazione con la Struttura complessa di Oncologia, diretta dal prof. Paolo Bidoli, Scarci ha portato la tecnica e l’esperienza apprese nel Regno Unito, prima come primario all’ospedale di Papworth a Cambridge, la maggiore struttura per la chirurgia cardiotoracica, principale centro nazionale per trapianti di cuore e polmone e all’University College London Hospital, tra le realtà più complesse al servizio della popolazione locale, britannica e internazionale, qualificato tra i cinque centri di ricerca biomedica del Regno Unito, dove Scarci è stato Honorary senior clinical lecturer.

«Il nostro obiettivo – sottolinea Matteo Stocco, direttore generale della Asst di Monza – è quello di potenziare il reparto e di andare a coprire le necessità di entrambi i presidi, Monza e Desio, oltre ad aumentare la capacità produttiva degli ospedali. La Asst di Monza si conferma ancora una volta un’eccellenza grazie all’investimento in professionisti e nelle nuove tecniche per il potenziamento della chirurgia toracica con strumenti all’avanguardia».

«Il San Gerardo sarà uno dei pochissimi centri in Italia ad applicare questa nuova tecnica mini invasiva», precisa Scarci che si è messo anche a completa disposizione dei pazienti tanto da voler rispondere personalmente a chi avesse dubbi o necessitasse di chiarimenti sulla tecnica e sul tipo di interventi che esegue (si può scrivere a m.scarci(at)asst-monza.it).

Le “tecniche classiche” prevedono l’incisione e la divaricazione delle coste, poi la resezione polmonare e l’asportazione del tumore. Grazie alla chirurgica “minimamente invasiva” basta una piccola incisione di tre/quattro centimetri che consente l’inserimento della telecamera che guida l’intervento.

La mancata demolizione della parete toracica, eliminando il rischio di dolore a tale livello, favorisce un rapido recupero post-intervento.

«Un’ora di intervento e in prima giornata di ricovero la nostra paziente era già a casa – conferma Scarci - Sono molto contento di continuare al San Gerardo la mia esperienza professionale maturata fuori dall’Italia. Sono colpito per la gestione esemplare dell’ospedale e dei servizi offerti. Vorrei continuare ad offrire le stesse tecniche innovative che ho perfezionato all’estero ai pazienti del territorio e a chi proviene da altre regioni. L’ospedale dispone di professionalità e capacità avanzate che, insieme alla mia formazione internazionale e alle collaborazioni scientifiche con altri enti esteri, contribuiranno all’ulteriore sviluppo della Lung Unit che coinvolge, oltre all’Oncologia medica, anche altre realtà dell’ospedale, quali Radioterapia, Anatomia patologica e Pneumologia».

Con l’arrivo di Scarci al San Gerardo, oltre alle resezioni polmonari maggiori con tecnica monoportale che, come già descritto, comportano un più veloce recupero funzionale ed una riduzione delle complicanze post-operatorie, potranno essere eseguiti interventi chirurgici su pazienti giudicati non idonei secondo i tradizionali criteri standard, come ad esempio la chirurgia senza intubazione, con paziente in respiro spontaneo che permette potenzialmente di estendere l’indicazione chirurgica anche a pazienti cardiopatici o con altre patologie importanti e il Programma di Enhanced Recovery (letteralmente recupero rapido) che permette un ritorno più rapido alla condizione preoperatoria.


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