L’ultimo saluto a Luca Attanasio a Limbiate, l’arcivescovo Delpini: «Dirà al Signore che è stato ferito dai fratelli»
I funerali di Attanasio a Limbiate (Foto by Fabrizio Radaelli)

L’ultimo saluto a Luca Attanasio a Limbiate, l’arcivescovo Delpini: «Dirà al Signore che è stato ferito dai fratelli»

Il presidente della Regione e decine di sindaci, autorità religiose della comunità islamica e centinaia di limbiatesi al centro sportivo di via Tolstoi che ha faticato a contenere tutte le persone accorse.

Il presidente regionale Attilio Fontana, decine di sindaci con la fascia tricolore, le autorità religiose della comunità islamica e centinaia di limbiatesi. Il centro sportivo di via Tolstoi ha faticato a contenere tutte le persone accorse sabato 27 febbraio per stare vicini alla moglie Zakia, a mamma Alida, a papà Salvatore e alla sorella Marina in un momento così difficile come quello dell’ultimo saluto a Luca Attanasio, 43enne ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo ucciso lunedì mattina in una sparatoria nella parte orientale del paese.

I funerali di Attanasio a Limbiate

I funerali di Attanasio a Limbiate
(Foto by Fabrizio Radaelli)

Le esequie sono state celebrate dal cardinale Mario Delpini, arcivescovo di Milano che nell’omelia ha immaginato un dialogo tra il povero Luca e il Signore. «Alla domanda di Cristo “da dove vieni?”, Luca risponderà che viene da una terra in cui il bene e la vita di un uomo non contano nulla. Cristo lo inviterà a non dire che la vita non conta nulla e che ha la sua benedizione, aggiungendo poi che la vita di Luca è stata troppo breve come la sua . Luca ribatterà di essere stato ferito perché ci sono paesi in cui la speranza è fallita e che chi conta continua a tramare contro ciò che è giusto ma il Signore risponderà che lui è stato ferito dai suoi fratelli».

L’arcivescovo Mario Delpini

L’arcivescovo Mario Delpini
(Foto by Fabio Cavallari)

Al termine della celebrazione, animata dai canti dei ragazzi dell’oratorio con cui ha condiviso molti anni del suo cammino, il sindaco Antonio Romeo ha voluto ricordare Luca Attanasio a nome di tutta la cittadinanza. «Le parole sono inadeguate – ha dichiarato il primo cittadino – restano solo il silenzio e il grande vuoto. Continuo a sentire il vocale che mi aveva mandato venerdì scorso per complimentarsi per l’acquisto di villa Medolago. A lui dedicheremo questo progetto. Aveva una voce allegra perché Luca era un eterno ragazzo a cui piaceva ridere. Era testimone di un bene sconfinato e per questo sentiamo l’ingiustizia per la morte di una persona così giusta. Quando non aveva impegni Luca era orgoglioso di tornare nella sua Limbiate, dimostrando che anche nella periferia possono crescere i fiori più belli».

I numerosi sindaci presenti

I numerosi sindaci presenti
(Foto by Fabio Cavallari)

Gli amici si sono soffermati sul carattere di Luca raccontando aneddoti sul suo passato come quando la professoressa di filosofia del liceo si era raccomandata di “non tarpare le ali a Luca”. «Abbiamo sentito tante belle parole in questi giorni – spiega Antonio Menichetti, grande amico fin dall’infanzia – perché Luca era una persona magica. Noi sappiamo tutto quello che eri prima di diventare ambasciatore e amavamo anche le tue imperfezioni. Sapevamo che non riuscivi mai a fare colazione senza sbrodolarti. Avevi una rubrica con un milione di contatti e non ne trascuravi neanche uno. Diceva di essere un grande pescatore, anche se noi non eravamo convinti, e quindi adesso me lo immagino in Paradiso che parla con san Pietro, grande pescatore di uomini».

Il carro funerbre con la bara dell’ambasciatore

Il carro funerbre con la bara dell’ambasciatore
(Foto by Fabio Cavallari)

La costante allegria di Luca Attanasio è emersa in modo limpido anche nei messaggi vocali da lui inviati agli amici nei quali si rallegrava di essere riuscito ad organizzare due voli per far partire 300 persone dalla Repubblica Democratica del Congo e convintamente diceva che l’Italia era sempre un passo avanti agli altri.


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