Limbiate, non riceve la pensione

perchè per l’Inps è morto dal 2005

Limbiate, non riceve la pensione  perchè  per l’Inps è morto dal 2005

«No guardi, lei risulta deceduto». E’ sobbalzato davanti allo sportello Alessandro Alfieri, quando, alla richiesta di delucidazione sul mancato pagamento della pensione, si è sentito rispondere così.

«No guardi, lei risulta deceduto». E’ sobbalzato davanti allo sportello Alessandro Alfieri, quando, alla richiesta di delucidazione sul mancato pagamento della pensione, si è sentito rispondere così. «Eppure io sono vivo e vegeto- racconta con un sorriso il pensionato- invece mi hanno detto che la mia morte risaliva al 19 settembre del 2005. In questi casi si dice che è un buon auspicio: facendo tutti gli scongiuri del caso, speriamo proprio che la credenza popolare sia vera e che porti bene».

Ironizza oggi il 73enne quando la soluzione del rebus sembra essere ormai vicina. Ma iniziamo dall’inizio. «Ho controllato sul servizio di home banking che come ogni mese mi fosse stata accreditata la pensione- racconta il volontario della Croce Rossa della sezione di Paderno Dugnano che risiede nel quartiere di Pinzano- e in quel momento mi sono accorto che il pagamento non era stato effettuato. Mi sono davvero stupito perché in tutti questi anni il saldo è sempre stato puntuale. A quel punto mi sono mosso per avere informazioni». Si è così recato allo sportello di Cesano Maderno dell’Inps per avere spiegazioni. «E lì ho scoperto che secondo i loro dati- prosegue la narrazione- io sarei già dovuto passare a miglior vita dal 19 settembre di nove anni fa». Ma la spiegazione è presto chiara.

«E’ la data ad avermi insospettito, perché il giorno precedente, il 18 settembre di quell’anno, mi sono risposato e il giorno successivo ho avviato le pratiche per la rinuncia alla pensione di reversibilità della mia defunta consorte che era insegnante e faceva riferimento all’Inpdap, l’istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica». E qui si svela l’arcano. «Con tutta probabilità- è stata la riflessione di Alfieri- in quell’occasione è stato erroneamente indicato il mio decesso e proprio nel mese di luglio, grazie ad un controllo incrociato tra i dati dell’Inps e dell’ex Inpdap la mia pensione è stata congelata, e non bloccata definitivamente, in quanto risultavo morto».

Chiarito il fatto, la situazione dovrebbe tornare alla normalità tra una ventina di giorni, massimo un mese, dopo aver prodotto tutta la documentazione necessaria per dimostrare l’esistenza in vita. «Sono anche andato ufficialmente a verificare nella sede monzese e mi hanno confermato che la situazione si dovrebbe risolvere nei tempi previsti. Avendo il mutuo e dei pagamenti in carico sarebbe però stato un bel disservizio se non me ne fossi accorto subito».


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