La polizia penitenziaria di Monza: «Tagliati gli straordinari, attività ordinaria a rischio»
Un agente della polizia penitenziaria

La polizia penitenziaria di Monza: «Tagliati gli straordinari, attività ordinaria a rischio»

Occorre contenere i conti e il Ministero ha ridotto il monte ore straordinario ai 310 agenti di polizia penitenziaria della casa circondariale di via Sanquirico. Un provvedimento che il segretario Uilpa Domenico Benemia definisce «irragionevole» in quanto: «le ore di straordinario servono a mandare avanti l’ordinario».

Occorre contenere i conti e il Ministero ha ridotto il monte ore straordinario ai 310 agenti di polizia penitenziaria della casa circondariale di via Sanquirico. Rispetto al 2017 sono state tagliate 4.400 ore mentre in media, ogni mese, gli agenti monzesi svolgono tra le 700 e le 1.000 ore in più del limite.

E questo, a parere del segretario generale della Uil penitenziari (Uilpa) Domenico Benamia, è irragionevole. Perchè? «Perché le ore di straordinario - spiega - servono a mandare avanti l’ordinario: senza il lavoro extra le innumerevoli attività rivolte alla rieducazione dei detenuti non si potrebbero garantire». E poi ci sono le ore utilizzate per accompagnare i detenuti ai processi : «Gli agenti non possono lasciare il tribunale perché il turno è terminato» spiega ancora Benemia.

Il personale per preservare il budget è chiamato a rivedere i turni e a ridurre l’orario di lavoro: «Ma non i compiti e le responsabilità» continua il segretario. Dallo scorso autunno la media mensile di ore straordinarie svolte è pari a 5.800 contro un limite massimo di 4.971. Ora, per rispettare i dettami del Ministero non potranno essere superate le 4.500 ore.

Il segretario Uilpa ha inviato una lettera alla Direzione del carcere, facendo tra l’altro presente che: «il taglio andrà ad aggravare sulla sicurezza dell’istituto (...) e non si è tenuto conto della complessità dello stesso, dell’aumento della popolazione detenuta, soprattutto di quella con problematiche psichiatriche che giunge, sempre più, dagli altri istituti della regione».


© RIPRODUZIONE RISERVATA