Il tributo della Brianza a Gino Strada: «Con Emergency ha dato concretezza a un’utopia»
Gino Strada, al centro, insieme ai volontari brianzoli durante una manifestazione

Il tributo della Brianza a Gino Strada: «Con Emergency ha dato concretezza a un’utopia»

I volontari brianzoli di Emergency renderanno omaggio alla camera ardente di Gino Strada, il fondatore, allestita nella sede di Milano. Ecco il loro ricordo.

Ci saranno anche i volontari brianzoli di Emergency a rendere omaggio a Gino Strada, alla camera ardente che sarà allestita da sabato a lunedì nella sede dell’associazione a Milano, in via Santa Croce. Un ultimo, doveroso saluto al “dottore”, scomparso improvvisamente venerdì scorso. Sono tanti i ricordi e i pensieri che affiorano in questi giorni tra i membri del gruppo Monza e Brianza di Emergency, nato più di 20 anni fa. «Come in tutte le storie ci sono stati momenti belli, bellissimi, alternati a momenti critici» raccontano.«Gino e la moglie Teresa erano una coppia bellissima, si guardavano e sognavano, e trasformavano i sogni in realtà. Erano fermi, intransigenti, ma per chi ha avuto la fortuna di frequentarli anche nell’intimità, erano ironici e allegri; un bicchiere di vino, un piatto di pasta o un buon gorgonzola arricchivano il tavolo di casa; erano sempre pronti al dialogo e al confronto, laddove era sincero, ma anche indisponibili alle ritualità della politica e alla mediazione. Gino, particolarmente, era intransigente, ruvido, appariva burbero. Un carattere difficile. Ma questa intransigenza, spesso cruda e ruvida, quali origini aveva? Gino, come del resto Teresa, sono due figli del popolo; due ragazzi di quegli anni che si ricordano nei versi di “Contessa” la canzone di Pietrangeli: anche gli operai vogliono i figli dottore. Teresa e Gino non si sono accontentati di diventare dottori; uno curando le ferite delle guerre, l’altra insegnando cultura etica e diritti, hanno voluto insegnare al mondo la medicina al servizio delle masse popolari, proprio come la rivista di medicina del Movimento studentesco. Da qui la loro intransigenza. Insieme hanno dato concretezza a un’utopia che oggi è una meravigliosa realtà che ha dimostrato come è possibile garantire cure gratuite e di eccellenza a oltre undici milioni di persone».

Il pensiero dei volontari va soprattutto all’Afghanistan, tornato proprio in questi giorni nelle mani dei talebani. «In Afghanistan un solo giorno di guerra dell’Alleanza internazionale da ottobre 2001 ad oggi è costato oltre 200 milioni di euro, il cui risultato è sotto gli occhi di tutti. Con gli stessi soldi Emergency ha costruito undici ospedali; ha garantito il diritto alla cura per persone condannate a morire. Teresa e Gino, insieme a Cecilia, hanno dimostrato con i fatti e non a parole, che la guerra non è mai la soluzione dei problemi ma anzi li amplifica diffondendo odio, miseria e povertà».

La camera ardente di Gino Strada sarà aperta nella sede di Emergency, in via Santa Croce a Milano, sabato dalle 16 alle 22, domenica dalle 10 alle 22 e lunedì dalle 10 alle 14. L’ingresso sarà libero e aperto a tutti ma all’interno gli ingressi saranno contingentati, come prevedono le norme anticovid.


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