Il lockdown visto dagli studenti della scuola di italiano di Seregno
Seregno - Alcuni collaboratori della scuola di italiano per stranieri con il libro. Seconda da destra è la coordinatrice Laura Borgonovo (Foto by Paolo Colzani)

Il lockdown visto dagli studenti della scuola di italiano di Seregno

I contributi sono stati raccolti in un volume, “Riflessioni a distanza per restare uniti. Culture senza frontiere e la pandemia del Covid-19” dato alle stampe dalla scuola di italiano per stranieri “Culture senza frontiere”

Nell’ottica di quella condivisione di esperienze differenti che è da sempre una delle caratteristiche della sua attività, la scuola di italiano per stranieri “Culture senza frontiere” di Seregno, tra le realtà che andranno ad articolare la nuova casa della carità in fase di costituzione, ha dato alle stampe il volume “Riflessioni a distanza per restare uniti. Culture senza frontiere e la pandemia del Covid-19”, che raccoglie una serie di testimonianze di come gli studenti hanno vissuto i mesi del primo lockdown.

Il volume, introdotto tra gli altri da Laura Borgonovo, coordinatrice della scuola, fondata nel 1999, dal prevosto Monsignor Bruno Molinari e dal sindaco Alberto Rossi, ha goduto del supporto della giornalista Emanuela Citterio. Ha raccolto i contributi di studenti di varie nazionalità e delle insegnanti Daniela Galbiati, Nuccia Porcino, Donatella Fontani, Maria Paola De Angelis ed Erica Dell’Orto e di Valeria De Nova, sarta volontaria del laboratorio di cucito, uno dei progetti sviluppati nel tempo, accanto all’insegnamento della lingua italiana a chi arriva dall’estero. I fotografi coinvolti nella redazione sono stati Carlo Silva e Paul Barker Hemings.

«L’idea -ha commentato Laura Borgonovo- è nata per mantenere un rapporto tra studenti ed insegnanti in un momento difficile, in cui domina il concetto di distanza. Abbiamo chiesto loro di esprimere emozioni e sensazioni e la proposta è piaciuta. Non è da escludere che, in futuro, su temi specifici, si possa pensare ad un altro libro».


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