I sindaci della Lega in Brianza tolgono il ritratto di Mattarella dagli uffici, il Pd: «Un gesto grave»
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

I sindaci della Lega in Brianza tolgono il ritratto di Mattarella dagli uffici, il Pd: «Un gesto grave»

Nei Comuni della Brianza governati dalla Lega i sindaci tolgono dai loro uffici i ritratti del presidente della Repubblica Mattarella. Il Pd: «Un gesto grave».

«Un segno di rispetto verso la volontà degli italiani, della democrazia e del risultato delle elezioni politiche dello scorso 4 marzo» sostiene la Lega di Monza e Brianza: sono le parole con cui la segreteria brianzola guidata dal commissarrio Andrea Villa, ha commentato la decisione dei sindaci del partito di togliere dai loro uffici la foto del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo la scelta fatta domenica di opporsi alla nomina di Paolo Savona come ministro.

«I nostri sindaci rispondono da sempre al popolo che li ha eletti. Si può dire lo stesso del presidente Mattarella?» insiste Villa, mentre alcuni dei sindaci, secondo il comunicato della Lega, avrebbero detto che «quanto accaduto ieri a Roma lascia sgomenti. Si è volutamente ignorato il messaggio di profondo cambiamento uscito dalle urne, ascoltando invece le sirene degli eurocrati di Bruxelles. Nei nostri uffici preferiamo un simbolo di libertà come quello di Alberto da Giussano».

Ha immediatamente reagito il segretario provinciale del Partito democratico, Paolo Virtuani, per il quale la decisione (che riguarda Albiate, Lazzate, Ceriano, Biassono, Renate e Meda), è «di una gravità inaudita: «In queste ore molto difficili, nel quale assistiamo ad attacchi scomposti verso il presidente della Repubblica, i sindaci di ogni forza politica, proprio in virtù del mandato popolare e del loro ruolo all’interno delle proprie comunità, non dovrebbero permettersi di delegittimare le Istituzioni con azioni dal forte carattere simbolico».

E poi: «È molto grave che la Lega appoggi questo gesto - ha aggiunto - la volontà degli italiani a cui si richiamano non ha nulla a che vedere con le legittime prerogative del Quirinale; spieghino piuttosto perché a quasi tre mesi dal voto, coloro che si proclamano i vincitori non sono ancora riusciti a dar vita a un governo per il nostro paese. Il Partito democratico difenderà saldamente la democrazia, le istituzioni e la nostra Costituzione, unico e vero argine per tutelare i diritti dei cittadini italiani.»


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