I parroci di Monza contro le polemiche: «La Via Crucis dei migranti è una scelta giusta»

I parroci di Monza e la vicinanza a don Giuseppe Barzaghi dopo le polemiche sulla Via Crucis temporanea dedicata ai migranti a Regina Pacis. Le lettere di solidarietà inviate al Cittadino.
Monza Parrocchia Regina Pacis Mostra migranti
Monza Parrocchia Regina Pacis Mostra migranti Fabrizio Radaelli

Alla vigilia della Giornata mondiale della pace, sabato 30 dicembre, fedeli cattolici, musulmani, famiglie straniere del quartiere e richiedenti asilo si sono ritrovati a mezzogiorno nella chiesa di Regina Pacis, per la recita dell’Angelus. Una preghiera interreligiosa aperta a tutti. Negli stessi giorni è stata allestita in chiesa la mostra “Beyond the skin. Vita da migrante” esposta fino al 12 gennaio. Un percorso, nato dalla sinergia tra gli studenti del liceo artistico Nanni Valentini e il Consorzio, fatto di scatti (foto e video che raccontano la vita di ogni giorno dei richiedenti asilo ospitati nelle strutture gestite dal Consorzio). Da qui le polemiche sulla scelta e l’esposizione delle immagini sulle pareti che accolgono la Via Crucis, che ha così assunto, temporaneamente, il volto dei migranti.

Le lettere

Caro direttore, come parroci di Monza vorremmo innanzitutto esprimere pubblicamente la nostra solidarietà e la nostra vicinanza a don Giuseppe Barzaghi e ai suoi confratelli della Comunità Pastorale Ss. Quattro Evangelisti, in questi giorni al centro di una polemica a proposito della Via Crucis.

Un primo risultato è stato comunque raggiunto: evidenziare che nelle nostre chiese è presente questo ricordo della passione e morte di Gesù.

La speranza è che tutti, da chi ha apprezzato il gesto di don Giuseppe a chi lo ha criticato, facciamo proprio e vivo questo ricordo, confidino e si affidino, nella fede, alla Passione e alla Croce di Cristo: da qui viene la salvezza dell’uomo.

Non si tratta però solo di ricordare ciò che Gesù ha fatto per l’umanità (tutta l’umanità!), ma di mettersi al suo seguito, prendendo su di noi le nostre croci ed amando i nostri fratelli, aiutandoli a portare le loro croci, come Gesù ci ha insegnato.

E l’amore di Gesù è un amore gratuito, che non pretende necessariamente qualcosa in cambio; è amore per tutti, senza distinzione di razza, provenienza, religione.., disposto a pagare di persona, non solo a parole, ma con gesti concreti e responsabili.

In questa direzione ogni gesto che mostra situazioni e persone oggi bisognose di salvezza, redenzione, solidarietà, che indica una Chiesa vicina a tutti è espressione positiva ed evangelica, missionaria ed attenta ad ogni figlio di Dio. Il nostro Arcivescovo Mario, iniziando il sinodo “La Chiesa dalle Genti” ci ha richiamato che “verso le genti che abitano nelle nostre terre i discepoli del Signore continuano ad essere in debito: devono annunciare il Vangelo!”. Non si tratta quindi di buonismo.

Questi gesti e i momenti comuni di preghiera devono esprimere sempre il desiderio di costruire un mondo migliore, più fraterno e coeso, pur nelle diversità di fede e di cultura. E in questo noi cristiani dobbiamo essere il prima linea perché vogliamo ascoltare e vivere la Parola di Gesù: “Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? (Mt 5,46-47).

Questa è “l’identità cristiana” che noi, come sacerdoti siamo chiamati a proporre e che spesso e utilmente, ci è ricordata e testimoniata da papa Francesco.

È solo mettendoci alla scuola del Vangelo, camminando con tutti – specie con chi soffre – dietro alla Croce di Cristo – che possiamo migliorare la qualità della nostra fede e la verità della nostra carità. E’ questo che ci deve stare a cuore.
I parroci della città di Monza


«L’Azione Cattolica della Comunità Pastorale “Santi Quattro Evangelisti” ha apprezzato molto (quest’anno come gli scorsi anni) l’iniziativa di Preghiera interreligiosa per la pace svoltasi il 30 dicembre 2017 nella Chiesa di Regina Pacis e promossa dal Parroco don Giuseppe Barzaghi e dagli altri sacerdoti della Comunità.

Lo scambio della pace tra tutti i presenti ne è stato il momento centrale e più bello.

Esso è stato il segno di una buona relazione possibile tra uomini, donne, giovani, famiglie di fedi e provenienze diverse. E’ stato il segno semplice e sincero di un cammino di pace che si sta compiendo sotto i nostri occhi e di cui tutti potremmo essere protagonisti.

Come Azione Cattolica abbiamo apprezzato inoltre il fatto che la Via Crucis della Chiesa abbia assunto temporaneamente il volto dei migranti e dei rifugiati giunti sino a noi sui barconi.

I nostri sacerdoti ci hanno voluto semplicemente ricordare in questo modo molto efficace che tutti noi cristiani siamo chiamati a riconoscere il volto di Gesù Cristo in ogni uomo e, in particolare, in quello di chi soffre e di chi è ai margini della società (vd. Cap. IV, II, 209-210 e ss. Esortazione apostolica Evangelii Gaudium, Papa Francesco), anche quindi in quello dei migranti e dei rifugiati, al centro appunto del Messaggio per la pace di Papa Francesco di quest’anno.

Grazie allora ai nostri sacerdoti e al nostro parroco don Giuseppe Barzaghi per il cammino interreligioso di pace che ci invita a percorrere tutti insieme, vincendo paure e pregiudizi, e grazie per la sua pro-vocazione che ci ha fatto crescere nella fede e ci ha invitato a guardare, come scrive lui stesso sull’Informatore della Comunità Pastorale, alla “Via Crucis degli uomini di oggi (questa volta si tratta dei volti di migranti … ma lo sappiamo, ci son tante altre Vie crucis …)».

L’Azione Cattolica della comunità pastorale Santi Quattro Evangelisti. Aderiscono e sottoscrivono le seguenti realtà legate alla Comunità pastorale: San Vincenzo, La casa del pane, l’associazione Sguardi, Il temperino, Il gruppo Scout Agesci Monza 10 e a titolo personale numerosi altri parrocchiani, giovani, catechisti, membri del Consiglio pastorale e del Consiglio dell’Oratorio.