Giancarlo Baccaro sconfitto dal Covid, il toccante ricordo del sindaco di Cavenago
Cavenago: Giancarlo Baccaro a destra e Davide Fumagalli (Foto by Marco Testa)

Giancarlo Baccaro sconfitto dal Covid, il toccante ricordo del sindaco di Cavenago

Già consigliere comunale è stato molto attivo nel volontariato e nel sociale. «Il giorno prima di essere sindaco mi hai lasciato una lettera e una penna con il tuo nome, scriverò per te una bella pagina di questo paese» dice Fumagalli.

La comunità cavenaghese piange Giancarlo Baccaro, scomparso giovedì 9, all’età di 75 anni a causa del Covid. Molto attivo nel mondo del volontariato e del sociale, Baccaro era stato per numerosi anni anche consigliere comunale. Grande l’impegno profuso anche nel mondo dello sport, in particolare per l’Ac Cavenago, di cui è stato anche presidente. Negli ultimi anni è stato invece una delle colonne portanti dell’Associazione Bocciofila di Cavenago.

«Il sindaco, l’amministrazione Comunale e i dipendenti del Comune di Cavenago si stringono alla famiglia di Giancarlo Baccaro - il post tributatogli dall’amministrazione a poche ore dalla sua scomparsa -. Membro attivo del volontariato sportivo e sociale cavenaghese, dall’Acd Cavenago Calcio all’Associazione Bocciofila, Giancarlo si è sempre adoperato per il bene del proprio paese e per questo gli siamo enormemente grati; Il suo volto sorridente, tranquillo e accogliente rimarrà indelebilmente impresso nella memoria dei tanti che hanno avuto il piacere di conoscerlo».

Toccante anche il ricordo tributato a Giancarlo dal sindaco Davide Fumagalli: «Mi hai conosciuto che ero un bambino, con il tempo sono cresciuto e a te è venuto qualche capello bianco in più, e mi hai affidato la cosa più preziosa che avevi in un momento particolare, ovvero la nostra società (perché come mi dicevi tu, “tu lo sai bene che è la nostra società“. Mi hai accompagnato come un padre in quell’esperienza unica, per molti, moltissimi anni - ha scritto in un post pubblicato sulla pagina personale -. Ora voglio ricordarti cosi, con quell’ultimo gesto, il giorno prima delle elezioni in cui sono diventato sindaco; mi hai dato una busta, e dentro oltre ad una lettera, mi hai lasciato anche la penna con cui l’hai scritta, una penna personalizzata con il tuo nome “Giancarlo”. Alla fine di quella lettera mi hai scritto: “oltre alla lettera voglio regalarti la penna con cui l’ho scritta, perché, caro mio, ora servirà soprattutto a te, per scrivere una bella pagina di questo paese. E sono certo che la userai molto.” E’ una promessa.. la userò eccome... e la userò soprattutto per te».


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