Dopo l’incidente a Besana, gli edili di Cgil, Cisl e Uil sul tragico inizio d’anno: «Le normative sulla sicurezza ci sono, non vengono applicate»
Besana, il luogo dell’incidente mortale sul lavoro

Dopo l’incidente a Besana, gli edili di Cgil, Cisl e Uil sul tragico inizio d’anno: «Le normative sulla sicurezza ci sono, non vengono applicate»

Appello di Feneal , Filca e Fillea: non si può derogare alle ore di formazione. «Sono previsti 191,5 miliardi di euro del PNRR da investire, questo è il momento di fare investimenti seri in prevenzione, informazione e formazione»

Bisogna rispettare il contratto e applicarlo rispetto alle ore di formazione per la sicurezza sul lavoro. L’appello è dei sindacati degli edili brianzoli, che chiedono un cambio di passo nel contrastare gli infortuni sul lavoro.

Siamo di fronte a un tragico inizio d’anno: la morte di Luigi Rinaldo, 63 anni, che ha perso la vita a Novate Milanese il 10 gennaio in un cantiere per l’adeguamento della Monza-Rho; quella di Stefano Anastasio, 50 anni, a Besana Brianza l’11 gennaio. Una lunga scia di sangue che in Brianza senza soluzione di continuità collega l’anno in corso a quello precedente, arrivando fino all’incidente mortale di dicembre al cantiere dell’ospedale San Gerardo e a un’altra morte per lavoro a Cesano Maderno in novembre. Questi e altri fatti, come l’episodio dei tre operai (salvi) investiti l’8 gennaio dal fango a Lonato in un cantiere per lo scavo di una galleria, ripropongono con urgenza il problema della sicurezza sul lavoro.

La ripresa dopo lo choc della pandemia significa anche questo. E si torna a discutere di cantieri che per tempi e maestranze a disposizione rischiano di diventare (e diventano) luoghi non sicuri.

«È necessario - dicono i responsabili del settore edile di Uil, Cisl e Cgil di Monza, Giuseppe Mancin , Roberto Scotti e Gian Franco Cosmo - oggi più che mai, chiamare nel modo corretto quanto sta accadendo: non sono morti bianche, sono tragedie che gridano vendetta rispetto a chi ne ha responsabilità. Le normative sulla sicurezza esistono, non vengono applicate, le richieste per far si che quanto sta accadendo negli ultimi anni si blocchi, sono state fatte, ma non sono state prese in considerazione».

I dati nazionali non lasciano scampo all’emergenza: nel 2021 oltre 500mila incidenti e 1.116 morti e il nuovo anno non è cominciato tanto meglio. L’appello delle organizzazioni dei lavoratori punta a fare della sicurezza sul lavoro una priorità nazionale.

«Ad oggi -continuano Mancin, Scotti e Cosmo, ai vertici locali di Feneal, Filca e Fillea- siamo l’unico Paese in UE a non avere (e non aver mai avuto) una strategia nazionale in materia salute e sicurezza sul lavoro. Sono previsti 191,5 miliardi di euro del PNRR da investire, questo è il momento di fare investimenti seri in prevenzione, informazione e formazione».


© RIPRODUZIONE RISERVATA