Deportati nei lager: a Monza nasce il Bosco della memoria dell’Aned
Monza: il Bosco della memoria in via Messa (Foto by Fabrizio Radaelli)

Deportati nei lager: a Monza nasce il Bosco della memoria dell’Aned

Il 27 gennaio, giorno della memoria, nasce a Monza il Bosco della memoria voluto dall’Aned, l’associazione dei deportati nei lager e nei campi di sterminio: 92 alberi, uno per ogni persona vittima delle deportazioni nazifasciste.

Nasce in città il Bosco della Memoria e la sua inaugurazione non poteva che cadere il prossimo 27 gennaio, giorno in cui, a livello internazionale, si commemorano le vittime dell’olocausto. Ad accogliere l’installazione l’area verde che, in via Ernesto Messa - Messa, antifascista, è stato fucilato a Cibeno, in provincia di Modena, nel luglio del 1944 - si srotola lungo la ferrovia. «Il Bosco vede la luce dopo una gestazione lunga quasi dieci anni - ha spiegato la sua ideatrice, Milena Bracesco, vicepresidente di Aned Monza e Sesto San Giovanni - siamo soddisfatti ed emozionati».

Un albero per ognuno dei deportati monzesi e brianzoli nei campi di prigionia nazisti: ecco come si presenterà il Bosco della Memoria. Tra antifascisti e partigiani, oppositori politici ed ebrei, negli anni della seconda guerra mondiale sono state imprigionate 92 persone. Uomini, per stragrande maggioranza. Solo cinque le donne. Di tutti loro, solo una ventina hanno fatto ritorno a casa. «Ogni albero sarà cinto da un anello in acciaio ossidato, il corten - ha spiegato Bracesco - che riporterà il nome del deportato. Alcuni pannelli verticali ricorderanno i nomi dei principali lager nazisti, una vera e propria costellazione dell’orrore. Vogliamo che questo luogo - ha proseguito - diventi un punto di riferimento per la salvaguardia e la valorizzazione della memoria storica legata alla deportazione: sia come spazio pubblico, sempre aperto a tutti, sia come meta di percorsi didattici rivolti in particolare alle scolaresche del territorio». Bracesco, figlia di Enrico, antifascista deportato a Mauthausen e ucciso nel castello di Hartheim, lavora da anni per la realizzazione del Bosco: un progetto firmato dall’architetto Rosa Lanzaro e subito sposato da Aned nazionale, che ha trovato il sostegno della sezione monzese di Anpi, dell’associazione nazionale ex internati e dei partigiani cristiani. Il patrocinio è del comune di Monza, che ha contribuito alla realizzazione dell’opera anche da un punto di vista finanziario.

A carico di Aned una spesa di circa 20mila euro: «La onoreremo in ogni caso - hanno spiegato dall’associazione - ma chi volesse contribuire a sostenere gli ideali di pace, democrazia e libertà può partecipare alla raccolta fondi online che abbiamo lanciato sul sito produzionidalbasso.com». Intanto, rivolgendosi alle scuole del territorio di ogni ordine e grado, Aned ha lanciato il concorso “Dialogo con la storia”: tra i premi per i vincitori anche un viaggio sui luoghi della memoria tra Gusem Hartheim e Mauthausen. Tutte le informazioni su boscodellamemoria.com.


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