Dalla Brianza ristoratori in protesta a Palazzo Lombardia, il consigliere Corbetta: «Siamo al loro fianco»
Brianza che non molla Protesta ristoratori Regione Lombardia giovedì 21 gennaio 2021

Dalla Brianza ristoratori in protesta a Palazzo Lombardia, il consigliere Corbetta: «Siamo al loro fianco»

Sono partiti dalla Brianza, hanno bloccato la Statale 36 con la loro colonna di auto e poi hanno manifestato a Palazzo Lombardia: circa 500 i ristoratori e titolari di locali che hanno aderito all’appello del gruppo “La Brianza che non molla” promosso dal monzese Aldo Rotunno.

Dopo il corteo in colonna sulla Statale 36 a suon di clacson e fischietti, circa 500 i ristoratori, baristi e proprietari di discoteche che giovedì hanno protestato davanti a Palazzo Lombardia per chiedere di tornare a lavorare nonostante il Covid e avere ristori strutturali dal Governo. Organizzata dal Comitato Territoriale Esercenti, la manifestazione #Fatecilavorare alla mattina dalla Brianza era partita facendo seguendo all’appello del gruppo “La Brianza che non molla” promosso dal monzese Aldo Rotunno.

Brianza che non molla Protesta ristoratori Regione Lombardia giovedì 21 gennaio 2021

Brianza che non molla Protesta ristoratori Regione Lombardia giovedì 21 gennaio 2021

Un corteo funebre: c’erano una bara con alcuni cappelli da chef, il manifesto listato a lutto, lapidi con le scritte ”Ambulanti e ristoratori”.
Dispiegato anche uno striscione con scritto ”Fateci lavorare” e un altro con scritto ”Dipendenti ristoratori e baristi de danè pochi ne han visti”.

Alcuni dei manifestanti sono stati ascoltati dall’assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi, sceso da Palazzo Lombardia, insieme al presidente della commissione regionale Attività Produttive Gianmarco Senna e al consigliere leghista brianzolo Alessandro Corbetta.

«Abbiamo detto loro che questa è una protesta sacrosanta e noi siamo al loro fianco - spiega Corbetta - tanto è vero che Regione Lombardia ha presentato un ricorso contro la decisione del Governo di mettere la Lombardia in zona rossa. Queste categorie nei mesi scorsi avevano dei precisi protocolli sanitari per poter aprire, protocolli che erano stati decisi dal Comitato tecnico scientifico nazionale: noi chiediamo che questi protocolli siano di nuovo messi in campo per permettere a queste persone di lavorare».

A proposito del corteo della mattina in superstrada l’imprenditore brianzolo Mauro Meda alle agenzie ha commentato: «Abbiamo lasciato libera la corsia d’emergenza e quella di sorpasso in modo che potessero passare i mezzi di soccorso e siamo andati a circa 40 km all’ora. Volevamo dare un segnale far notare che siamo qua non per capricci ma perché non possiamo lavorare, perché da ottobre i nostri dipendenti non hanno ricevuto la cassa integrazione».

Nella stessa giornata un contenitore pieno di chiavi a simboleggiare le attività chiuse e cesti di cibo inutilizzato sono stati consegnati al prefetto di Milano, Renato Saccone, da una delegazione di ristoratori milanesi che ha organizzato una manifestazione in corso Monforte.


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