Coronavirus, nella dashboard i mesi dell’emergenza a Monza e Brianza: i numeri  sul sito di Regione Lombardia
Coronavirus dashboard Regione Lombardia - contagi provincia Monza e Brianza (Foto by Chiara Pederzoli)

Coronavirus, nella dashboard i mesi dell’emergenza a Monza e Brianza: i numeri sul sito di Regione Lombardia

A Monza e Brianza 5.861 positivi e 900 decessi aggiornati a sabato 25 luglio. Sono i dati ufficiali di Regione Lombardia dei contagi per Covid-19 da un paio di giorni tornati disponibili sul sito istituzionale.

A Monza e Brianza 5.861 positivi e 900 decessi, nell’aggiornamento a sabato 25 luglio 2020. Sono i dati ufficiali di Regione Lombardia dei contagi per Covid-19 da un paio di giorni tornati disponibili sul sito istituzionale in una dashboard che fornisce gli aggiornamenti. Un servizio che era già stato messo a disposizione della cittadinanza nelle prime fasi dell’emergenza sanitaria e poi sostituito dalla conferenza quotidiana con i dati generali.

Sono i numeri di quasi cinque mesi e nel loro complesso fotografano la situazione del territorio che più ha subito in Italia l’ondata del virus. I numeri di Monza e Brianza dicono che la provincia conta una percentuale contenuta di contagi rispetto alla popolazione: lo 0,67% (Milano ha lo 0,76%, Lecco lo 0.85%, Bergamo l’1,34%, Lodi l’1,58%, Cremona l’1,87%) .

Dal 7 marzo, il giorno della comunicazione da parte del sindaco di Cavenago del primo decesso in Brianza (una donna di 83 anni), le vittime sono state 900, di queste 199 a Monza città (198 commemorate ai giovannini d’oro).

Il Comune in cui si sono registrati più contagi è il capoluogo, Monza, con 1.138 positivi su circa 120mila abitanti (0,92% della popolazione). Seguono Desio (325), Seregno (269), Lissone e Brugherio (266), Vimercate (236), Cesano Maderno (225), Limbiate (202).

È Busnago invece il comune con l’indice più alto di contagio in relazione alla popolazione: 100 positivi e l’1,47%. Segue Carate Brianza (184, 1,03%) e Besana in Brianza (151, 0,97%).

Spesso sui dati ha inciso la presenza di case di riposo o case famiglia, tra le strutture che hanno più sofferto la diffusione del virus.


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