Brugherio: abbattuti gli edifici dell’Alfagomme, attesa per il nuovo progetto
La demolizione di Brugherio (Foto by Valeria Pinoia)

Brugherio: abbattuti gli edifici dell’Alfagomme, attesa per il nuovo progetto

Ruspe al lavoro all’ex Alfagomme di Brugherio per demolire i vecchi capannoni rifugio di senzatetto e zona di discariche abusive: ora attesa per richiesta del permesso a costruire.

Le ruspe hanno iniziato a lavorare in viale Lombardia: l’edificio noto come Alfagomma è stato abbattuto quasi interamente in una settimana di lavoro e ora si aprono le porte per una riqualificazione dell’area che fa da cintura tra San Damiano e il centro di Brugherio.

L’intervento è stato ordinato dalla proprietà che, finora, non aveva mostrato d’essere troppo impaziente di realizzare il progetto presentato in municipio nella primavera 2018. Tuttora, alla richiesta di autorizzazione per la demolizione non è ancora stata accompagnata quella di un permesso a costruire, tuttavia ci sono buone probabilità che la proprietà consegni tutta la documentazione necessaria e avvii i lavori per la ricostruzione. Il programma, sull’area occupata finora dal capannone industriale, prevede una torre dedicata per una parte a hotel e per una parte a esercizi commerciali di vicinato o media distribuzione.

Quest’ultima destinazione tuttavia sarebbe ancora sottoposta a valutazioni. Ai piedi della torre, una piazza rettangolare. Il recupero del tassello di territorio che connette San Damiano con la parte centrale di Brugherio avrebbe come prima ricaduta positiva l’eliminazione del degrado nella zona. L’edificio dismesso ha fatto da rifugio a senzatetto e clandestini per anni. Qualche anno fa è stato scelto da un suicida come nascondiglio per il suo gesto estremo e più volte è stato visitato dai carabinieri. Il problema principale è stato per anni quello dei rifuti abusivi, soprattutto scarti edili, eternit compreso, abbandonati nottetempo sul posto.

La giunta comunale del primo governo Troiano aveva adottato il progetto di riqualificazione proprio in chiusura di mandato. L’iter era proseguito con i tempi tecnici per le osservazioni e un secondo passaggio in giunta per l’approvazione definitiva.

Il progetto per l’area

Il progetto per l’area

La prospettiva iniziale era che il cantiere partisse in meno di un anno, invece il privato è rimasto fermo e poi ci si è messa la pandemia. In quella stessa zona, prima dei governi Troiano, era previsto un insediamento urbanistico chiamato Porta Nord, sull’altro lato di viale Lombardia rispetto all’Alfagomma. Sulla grande area verde si era ipotizzato sotto il governo Ronchi di realizzare un insediamento dedicato a ricerca tecnologica, un po’ come il Chilometro Rosso di Bergamo.

L’idea però era rimasta sulla carta e alla fine la maggioranza di Marco Troiano aveva disposto diversamente, inserendo i terreni nel parco Est delle cave e sottraendoli all’edificazione. L’hotel in programma pare sia stato pensato soprattutto per intercettare il turismo legato a convegni e trasferte di lavoro lungo un asse industriale Milano-Vimercatese che risulta piuttosto sguarnito.


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