Besana piange la storica centralinista del Comune, addio a Rosa Floriddia
Floriddia Rosa Salvatrice (Foto by Jennifer Caspani)

Besana piange la storica centralinista del Comune, addio a Rosa Floriddia

Rosa Floriddia Salvatrice da anni era tornata a vivere in Sicilia, ma il suo ricordo è vivo a Besana in Brianza dove aveva lavorato come collaboratrice scolastica in un asilo e poi in municipio come centralinista fino al pensionamento. «Porteremo avanti il suo sorriso», dice la figlia Veronica.

Lutto a Besana in Brianza. È morta Floriddia Rosa Salvatrice, la storica centralinista del Comune. Aveva 75 anni. Nel 2010, dopo 30 anni di lavoro, aveva deciso di tornare nella sua terra di origine, la Sicilia, insieme a tutta la sua famiglia. Lì si è spenta serenamente, in una casa di riposo, dopo 6 anni dal giorno in cui le è stato diagnosticato un principio di Alzheimer. Una malattia meschina che l’ha spenta lentamente e le ha provocato tanta sofferenza. I funerali si sono svolti martedì mattina nella basilica della Santissima Annunziata, a Ispica (Siracusa).

Floriddia Rosa Salvatrice

Floriddia Rosa Salvatrice
(Foto by Jennifer Caspani)

“Ora mamma riposa in pace con i suoi genitori e sua sorella nella cappella di famiglia a Rosolini, dove è nata, come da suo ultimo desiderio - ha raccontato la figlia Veronica - Il Signore le ha concesso una morte serena, dopo anni di sofferenza. È stato un premio per la sua immensa forza. Ha sempre affrontato tutti i problemi con il sorriso. Non si è mai lamentata, nonostante tutte le sfide che è stata chiamata ad affrontare in vita. Ha sempre accolto tutti con un sorriso e parole di conforto. Era una donna gentile, solare, sempre sorridente e mai scontrosa. Chi ha lavorato con lei può confermarlo. Ha scritto negli anni un pezzo importante della storia del Comune di Besana. Dopo aver lavorato come bidella in un asilo della cittadina, ha vinto il concorso comunale ed è diventata centralinista. Un lavoro che amava profondamente e a cui ha dedicato tutta se stessa”.

Lo conferma la targa di riconoscimento che il sindaco di allora (Cazzaniga) le aveva donato. “Era una donna forte ed estremamente dolce con valori di altri tempi - ha aggiunto la figlia -. Ci ha lasciato un messaggio (a me e mio papà): quello di portare avanti il suo sorriso, anche con la sofferenza più atroce. E così faremo”.


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