Bambini prematuri: a Monza il primo reparto con family room per vivere con i neonati
Uno spazio della family room

Bambini prematuri: a Monza il primo reparto con family room per vivere con i neonati

Al San Gerardo di Monza la Fondazione Mbbm inaugura il primo reparto intensivo in Italia per bambini prematuri con stanze in cui accogliere la famiglia e non lasciare mai il neonato.

La Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma, in occasione della giornata della prematurità che si celebra in tutto il mondo questo sabato, 17 novembre, ha inaugurato i nuovi spazi del reparto di Terapia intensiva neonatale venerdì 16 novembre alla presenza anche del l presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Il reparto di Terapia Intensiva Neonatale della Fondazione Mbbm dispone di 12 posti letto per le cure intensive ed è organizzato in single family room di circa 24 metri quadrati dove il neonato può essere accolto in un ambiente di cura che favorisca la presenza costante e il contatto con i familiari, in particolare con la mamma, per un miglior esito delle cure. In pratica, una piccola casa in ospedale per le famiglie.

L’inaugurazione: da sinistra Matteo Stocco, Dario Allevi, Attilio Fontana e Paolo Tagliabue

L’inaugurazione: da sinistra Matteo Stocco, Dario Allevi, Attilio Fontana e Paolo Tagliabue

“In Italia come nel resto del mondo un bambino su dieci nasce pretermine e, secondo i più recenti dati della Società Italiana di Neonatologia relativi al 2017, dei 464mila nati nel nostro Paese, circa il 10% sono prematuri e necessitano di cure intensive” si legge nella presentazione del progetto: la Fondazione Mbbm - i cui soci fondatori sono il Comitato Maria Letizia Verga, l’Ospedale San Gerardo di Monza e la Fondazione Tettamanti - gestisce i reparti di Clinica pediatrica, Clinica ostetrica e Neonatologia all’interno dell’Ospedale San Gerardo e ha una convenzione con l’Università degli studi di Milano Bicocca per garantire al meglio le attività di ricerca e didattica della Clinica pediatrica e del settore Ostetricia della Clinica di ginecologia-ostetricia.

All’inaugurazione anche Giuseppe De Leo, presidente della Fondazione, quello del Comitato Maria Letizia Verga, Giovanni Verga, il direttore del reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale della Fondazione Mbbm, Paolo Tagliabue, oltre a Massimo Giupponi, direttore generale Ats Brianza, Matteo Stocco, direttore generale dell’Asst di Monza, e Dario Allevi, sindaco di Monza.

«Sono molto lieto - ha detto Fontana - di inaugurare la prima Terapia Intensiva neonatale Family, unica realtà in Italia. L’eccellenza della sanità lombarda non è fatta solo di abili e qualificati professionisti, ma anche e soprattutto dalla umanizzazione delle cure prestate, e questi nuovi spazi, che consentiranno ai neonati fragili di stare sempre a contatto con la mamma, lo dimostra».

La terapia intensiva neonatale al San Gerardo

La terapia intensiva neonatale al San Gerardo

E ancora: «Voglio ringraziare - ha concluso Fontana - la Fondazione Mbbm per aver contribuito con i suoi specialisti e la sua attività di ricerca, a rendere la Neonatologia del San Gerardo, centro di riferimento per il neonato a rischio dell’intera Brianza. Questo è un altro esempio della virtuosità tra pubblico e privato che caratterizza il sistema sanitario regionale. Una ’virus’ tutto lombardo che vorremo trasmettere al resto del Paese».

«Abbiamo scelto questa data – ha commentato Paolo Tagliabue – per sottolineare l’importanza di offrire ai nati pretermine in un ambiente di cura progettato appositamente per loro. Il modello delle single family room, primo a essere realizzato in Italia, permette ai genitori e al bambino di affrontare con più serenità un momento difficile come la nascita prematura e il periodo del ricovero, che spesso si protrae per alcuni mesi».

Per la Fondazione gli studi scientifici hanno dimostrato che le family room favoriscono la presenza costante e il contatto di mamma, papà, fratelli e familiari rende più efficaci le cure e “garantiscono effetti positivi come la riduzione delle infezioni, l’incremento dell’alimentazione con latte materno, una migliore crescita, la riduzione della durata della degenza”.

«L’attenzione alla cura del neonato, accanto all’attività di ricerca svolta all’interno dell’intera area materno-infantile gestita dalla Fondazione – ha dichiarato Giuseppe De Leo - rappresenta l’esempio evidente della validità della collaborazione pubblico-privato».


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