Autovelox a Monza, la protesta del Gruppo Libertà: «Per fare cassa»
Monza Viale Liberta (Foto by Fabrizio Radaelli)

Autovelox a Monza, la protesta del Gruppo Libertà: «Per fare cassa»

Hanno contato cinque autovelox in arrivo nella zona del quartiere Libertà a Monza e hanno preso carta e penna per scrivere il loro dissenso al Comune. Il Comitato spontaneo dice: «Siamo per la sicurezza, ma questo vuol dire voler fare cassa».

«Cinque autovelox nei pressi del quartiere sono troppi. Soprattutto se posizionati in punti strategici come viale Libertà dove soprattutto la sera il rischio di superare di poco il limite è all’ordine del giorno. Con multe salate e punti decurtati anche a chi involontariamente e di poco supera la velocità consentita. Se si vuole promuovere la sicurezza allora al posto degli autovelox si mettano pattuglie della polizia locale. Come deterrente anche contro i malintenzionati. A pagare sono sempre i monzesi».

Chiaro e conciso il pensiero di Maurizio Resseghini, presidente del Gruppo Spontaneo Libertà che avanza diverse perplessità sul prossimo posizionamento di tredici autovelox a Monza. Tanto da aver scritto una lettera al sindaco e all’assessore Confalonieri ed essere pronto, su sollecitazione di diversi cittadini, a intraprendere una petizione contro questo provvedimento.

«Siamo a favore del controllo e della sicurezza – precisa – Ma alcuni autovelox ci sembrano posizionati solo per far cassa. In alcune strade i limiti di velocità sembrano non adeguati alla portata e alla grandezza».

Ben venga promuovere la sicurezza, ma in altro modo. «Per esempio adottando un approccio sanzionatorio soft, con avvertimento – precisa – promuovere l’educazione civica in materia di velocità e di sicurezza e utilizzare i proventi delle multe migliorare la sicurezza sulle strade». E su alcune, nel quartiere Libertà, Resseghini punta il dito e se da un lato gli automobilisti rischieranno facili sanzioni, dall’altro le tratte attendono ancora interventi di messa in sicurezza. «Sono passati anni e promesse. Le strisce in più punti non esistono, né sono stati illuminati quei passaggi pedonali a rischio che da anni segnaliamo».


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