Arrestato a San Domingo il “trasformista” delle truffe: i carabinieri lo riportano in Italia
L’arrivo a Malpensa del trasformista

Arrestato a San Domingo il “trasformista” delle truffe: i carabinieri lo riportano in Italia

Il “trasformista” delle presunte maxitruffe immobiliari è tornato in Italia: lo hanno portato i carabinieri dopo averlo individuato insieme all’Interpol a Santo Domingo. Era l’unico arresto non portato a termine nell’operazione Re Mida.

Era andato a San Domingo, probabilmente per fuggire al mandato di custodia cautelare, Luciano Chierici, il trasformista accusato di essere una delle menti di una serie di maxitruffe immobiliari a Milano. Domiciliato a Desio, nato nel 1957, deve il soprannome all’abilità di cambiare aspetto e rendersi irriconoscibile. La collaborazione tra il comando provinciale milanese dei carabinieri e l’Interpol hanno permesso di individuarlo della Repubblica dominicana e di arrestarlo: l’uomo è arrivato a Milano nella mattina di domenica 29 maggio, accompagnato dai militari.

Luciano Clerici il trasformista

Luciano Clerici il trasformista

È una delle otto persone coinvolte nell’operazione Re Mida, scattata il 20 maggio, quando è stata data esecuzione a otto ordinanze di custodia cautelare in carcere per quattro uomini e quattro donne. Tutte eseguite tranne una, quella del “trasformista”, fino a domenica. Sono tutti accusati di far parte a vario di titolo di un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al falso, alla sostituzione di persona ed all’impiego di denaro di provenienza illecita.

LEGGI gli arresti del 20 maggio

Tra gennaio 2013 e marzo 2016 avrebbero effettuato 17 compravendite fittizie di immobili di pregio, ubicati in quartieri centrali di Milano, truffando, agli ignari acquirenti circa 2 milioni di euro. La tecnica consisteva nell’avvicinare da una parte i proprietari, proponendosi come mediatori con un inesistente portafoglio clienti di facoltosi stranieri interessati all’acquisto e dall’altra ingannando i compratori spacciandosi per i proprietari, di cui utilizzavano le generalità con documenti d’identità clonati. L’esca - aveva raccontato il Cittadino allora - era la proposta di vendita che si attestava su cifre notevolmente inferiori rispetto al reale valore degli appartamenti. Una volte ottenute le cospicue caparre degli affari, sparivano, salvo poi convertirle in lingotti d’oro in Svizzera. I carabinieri hanno valutato le truffe in un milione e 697 mila euro, a cui vanno aggiunti i soldi versati dai clienti per le spese notarili.

Tra gli arresti anche quelli di Maria Assunta Corno, monzese settantenne residente a Concorezzo, e Dario Italo Crespi, 63enne monzese, domiciliato a Brugherio.


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