Anche l’ex direttore dell’autodromo di Monza nella lista Falciani

Anche l’ex direttore dell’autodromo di Monza nella lista Falciani

Enrico Ferrari apparirebbe nella lista risalente al 2007 dei 7.449 clienti italiani che avevano denaro in Svizzera. Ferrari, indagato per lo scandalo legato alla “gestione criminale” dell’impianto monzese, avrebbe detenuto un conto di 4,1 milioni di euro.

Ci sarebbe anche il nome dell’ex direttore dell’autodromo di Monza, Enrico Ferrari, nella “lista Falciani”, relativa al 2007, che riporta le generalità di vip, big della finanza e dell’industria, politici, che all’epoca avevano soldi in Svizzera. Un elenco lunghissimo, 100mila clienti di 200 nazioni che hanno depositato fiumi di denaro nella filiale di Ginevra della grande banca inglese Hsbc. Un elenco pubblicato dal settimanale L’espresso. 7.499 clienti riportati nella Falciani sono italiani, titolari di conti per 6,5 miliardi.

Di questi, 5.439 sono finiti sotto la lente della Guardia di Finanza. 1.264 hanno “scudato” e riportato 1,669 miliardi in Italia. 190 sono invece stati denunciati per 741 milioni di redditi non dichiarati al fisco. Il nome di Ferrari (indagato a Monza per peculato e false fatturazioni), che come altri avrebbe approfittato dello scudo fiscale del 2009 per mettersi in regola, secondo quanto riportato dall’Espresso apparirebbe accanto a quelli del presidente di Telecom Italia Giuseppe Recchi , dell’amministratore delegato di Benetton Eugenio Marco Airoldi e del sondaggista Renato Mannheimer.

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Ma anche dello stilista Valentino e del pilota Valentino Rossi . Se gli eredi del costruttore Bruno De Mico morto nel 2010 avrebbero depositato 540 milioni di euro, il direttore dell’Autodromo di Monza Enrico Ferrari secondo la lista, risalente al 2007, sul conto elvetico ne avrebbe depositati 4,1 milioni.Tra gli altri nomi noti della lista anche quello del politico monzese del Pd Giuseppe Civati, dell’attrice Stefania Sandrelli con un deposito di 425 mila dollari, e di Ornella Vanoni . Ma anche quello di Luigi Luini , «il re dei panzerotti» di Milano che aveva in Hsbc 250 mila dollari.


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