Alla ricerca di semi autoctoni lombardi, il Parco agricolo nord est cerca campi da setacciare
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Alla ricerca di semi autoctoni lombardi, il Parco agricolo nord est cerca campi da setacciare

Cercansi prati donatori per ricavare sementi locali da utilizzare in interventi di ripristino ambientale. Questo è l’appello lanciato dal Parco Agricolo Nord Est (Pane) a tutti i possessori di prati stabili del territorio.

Cercansi prati donatori per ricavare sementi locali da utilizzare in interventi di ripristino ambientale. Questo è l’appello lanciato dal Parco Agricolo Nord Est (Pane) a tutti i possessori di prati stabili del territorio. L’obiettivo è quello di raccogliere una quantità sempre maggiore di sementi autoctone da utilizzare per gli interventi di riqualificazione ambientale, soprattutto per quello in calendario per il prossimo autunno nel complesso dell’ex discarica di Cem Ambiente a Cavenago.

Proprio la “collinetta Cem” è stata individuata dal parco per la creazione di un prato stabile al cui interno vi siano specie autoctone lombarde. Attualmente è infatti ricoperta essenzialmente da sementi frutto di selezioni industriali, geneticamente poco differenziate e scarsamente integrate con il contesto ambientale locale. «Il reinserimento di fiorume autoctono andrebbe invece a favorire sia la salvaguardia di queste specie sia un arricchimento del territorio dal punto di vista faunistico» spiegano dal Pane. Il “prelievo” di questa semente dai prati donatori sarà realizzato da aziende specializzate tagliando solo la parte superiore di erbe e fiori: «Come sapevano i nostri nonni - spiegano dal Pane - la parte più fine del fieno è molto ricca di semi che possono essere utilizzati per creare nuovi prati o migliorare quelli esistenti».

La porzione sfalciata verrà poi certificata dal Centro Flora Autoctona (CFA) di Regione Lombardia, ente che promuove azioni per garantire la disponibilità di piante autoctone compatibili con le popolazioni lombarde. Chiunque avesse in gestione prati stabili naturali nei comuni del Parco o nei dintorni e fosse interessato a candidarli a prati donatori (presenti sul territorio da almeno 30 anni e non precedentemente seminati artificialmente) può contattare il Parco ([email protected]).


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