A Monza il baratto stupefacente: pagano l’eroina con le bici rubate
Biciclette davanti alla stazione di Monza (Foto by Fabrizio Radaelli)

A Monza il baratto stupefacente: pagano l’eroina con le bici rubate

Rubare le biciclette in stazione a Monza per comprarsi le dosi di eroina. È l’ultima frontiera del tossicodipendente per procacciarsi la sostanza stupefacente da consumare a tempo di record, prima di un nuovo furto. Una realtà emersa durante un processo per furto. I ladri erano stati segnalati da un cittadino.

Rubare le biciclette in stazione a Monza per comprarsi le dosi di eroina. È l’ultima frontiera del tossicodipendente per procacciarsi la sostanza stupefacente da consumare a tempo di record, prima di un nuovo furto. Le biciclette, insomma, si stanno trasformando in una preziosa merce di scambio per ottenere la droga: così può essere spiegato il fenomeno sempre più diffuso dei furti di biciclette.

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I consumatori della sostanza vanno a caccia di biciclette per consegnarle allo spacciatore di turno, in particolare cittadini nordafricani. Una realtà drammatica emersa pochi giorni fa durante un processo per la convalida di un duplice arresto avvenuto a Monza. I due assuntori, un uomo di 34 anni di Cologno Monzese e il complice moldavo di 39 anni senza fissa dimora, hanno candidamente ammesso che il giro era proprio questo: spinti dalla “sete” di eroina, armati di tronchese hanno smantellato il catenaccio della bicicletta, davanti alla stazione di Monza, allontanandosi in sella alla refurtiva. Spesso vengono rubate anche biciclette di grande pregio, ma quel che conta per gli assuntori è recuperare la dose per calmare subito l’astinenza. E magari una bicicletta da un migliaio di euro può essere scambiata con una sola dose.

«Dovevamo comprare la droga – hanno raccontato i due uomini arrestati – e abbiamo preso la bicicletta. Ammettiamo le nostre responsabilità».

Un vortice assurdo che vede lo spacciatore in cima alla “rete”, pronto ad approfittare delle debolezze degli assuntori. La vicenda di Monza è molto curiosa visto che i due sono stati neutralizzati grazie alla segnalazione di un cittadino che ha segnalato il furto, immortalando lo scasso in tempo reale con il cellulare. I fotogrammi incriminati sono stati registrati via via che i due individui si stavano dando da fare con il tronchese. Sarebbero stati anche seguiti per un po’ in attesa dell’arrivo della pattuglia dei poliziotti del commissariato di Monza.

Gli agenti li hanno intercettati subito dopo, ma i due ladri si erano già sbarazzati della bicicletta vendendola in cambio della dose di eroina a uno spacciatore nordafricano: «Non sappiamo dove sia la bicicletta – hanno raccontato in udienza – l’abbiamo ceduta in un boschetto al marocchino. Ci ha dato la droga e se n’è andato».

Neppure il tempo di avere tra le mani la bustina di eroina che era stata già assunta. Quando i poliziotti li hanno raggiunti non hanno trovato, infatti, né la bicicletta né la droga che hanno ammesso di aver acquistato.
«L’abbiamo assunta subito l’eroina – hanno confermato – per quello non ce l’hanno trovata addosso».

Il giudice del tribunale di Monza ha convalidato l’arresto. Il moldavo è stato sottoposto all’obbligo di dimora fuori dalla Lombardia, mentre l’italiano di Cologno Monzese ha ricevuto il divieto di uscire dal proprio comune di residenza.


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