Ci sono momenti di attesa al decimo piano dell’Irccs San Gerardo di Monza. Qui si trova il Centro di Ricerca di fase 1 guidato dalla professoressa Marina Cazzaniga: le pazienti oncologiche attendono la chiamata di un medico, l’esito di un esame, il prossimo ciclo di chemioterapia o la cura sperimentale.
Ospedale di Monza: il progetto Mani in Cura, «tenersi per mano» nel tempo sospeso
Da lunedì 9 marzo questo tempo sospeso diventa una pausa di colore e cura grazie al progetto “Mani in Cura” che offre manicure gratuite durante i momenti di attesa della chemioterapia o dei protocolli sperimentali.
«E se le donne avessero inventato la manicure per tenersi per mano? – riflette Marina Cazzaniga – a questo ho pensato quando abbiamo deciso di offrire un trattamento di manicure estetica come un piccolo gesto di benessere, per rendere l’attesa non solo più sopportabile, ma anche significativa. Un modo per dire alle nostre pazienti: ci prendiamo cura di voi, in ogni dettaglio, non solo della malattia».

Ospedale di Monza: il progetto Mani in Cura realizzato con Salute Donna
Il progetto, realizzato in collaborazione con Salute Donna, da anni impegnata a supporto delle pazienti oncologiche, ha preso il via lunedì. Le pazienti potranno prenotare su base volontaria manicure estetiche, con smalti colorati, lime allegre, prodotti anallergici e creme idratanti, nelle mattinate di lunedì e giovedì.
«Vogliamo che il tempo trascorso in ospedale non sia solo quello della terapia, ma anche un momento di attenzione verso sé stesse – aggiunge Cazzaniga – Questo gesto vuole essere anche un ringraziamento simbolico a chi oggi partecipa a protocolli di ricerca, aprendo la strada a cure migliori per le pazienti di domani».
«Ascoltare il paziente, prendersi il tempo necessario per capire la sua storia, le sue preoccupazioni e considerarlo nella sua interezza, tenendo conto degli aspetti fisici, emotivi, mentali e spirituali significa curarlo in modo olistico – spiega Anna Mancuso, presidente di Salute Donna – significa riconoscere che il paziente non è la sua malattia, o un caso clinico. Il paziente è una persona con sentimenti, pensieri, speranze e paure. È quello che fanno la professoressa Cazzaniga e la sua équipe: si prendono cura della persona con amorevolezza nei momenti più delicati come il periodo delle cure chemioterapiche».