Da una parte ci sono le rappresentanze sindacali e i lavoratori, che incrociano le braccia. Dall’altra l’azienda, che fornisce la sua versione dei fatti. Il tutto accade in una ditta storica della Brianza e riconosciuta a livello internazionale come la Brugola OEB Industriale di Lissone, con uno stabilimento anche a Desio, che proprio quest’anno compie cent’anni dalla fondazione.
Braccio di ferro alla Brugola di Lissone: le motivazioni dello sciopero
La rappresentanza sindacale unitaria insieme a Fim Cisl e Fiom Cgil, “a seguito delle assemblee sindacali”, ha proclamato uno sciopero in tutti gli stabilimenti, venerdì 18 settembre, di 8 ore su ogni turno. A fronte di “aspettative alimentate anche dagli articoli di stampa rilasciati dal presidente Jody Brugola, che annuncia il rilancio delle attività e gli investimenti nei siti italiani” dicono i sindacati, i dipendenti “ricevono una doccia fredda nella quotidiana realtà lavorativa”. Secondo quanto riportato dal sindacato negli ultimi mesi starebbero subendo “una forte pressione da parte della direzione aziendale per affrontare la difficile situazione di mercato, non imputabile però all’attività lavorativa di ognuno di loro”. Sarebbero stati disdetti “tutti gli accordi sindacali“ e le prassi aziendali ”con in corso una lenta e faticosa trattativa, ancora in essere, per il loro ripristino” specifica il sindacato”, con “il mancato pagamento di buona parte dei premi di risultato” ed “erogazioni di bonus unilaterali a totale discrezione aziendale”.
Ma cosa ben più grave, sempre denunciata dai sindacati , sarebbero i “mancati investimenti per la messa in sicurezza dei reparti e degli ambienti di lavoro, nonostante l’intervento anche degli organi pubblici preposti al controllo della salute e sicurezza”. L’azienda poi, nelle ultime settimane avrebbe manifestato: “una forte pressione e repressione del dissenso sindacale, con costanti e continue lettere di contestazione disciplinare per mancati raggiungimenti di produttività e addirittura anche per contestare l’adesione allo sciopero degli straordinari (in precedenza proclamato)”. Di qui la proclamazione dello sciopero di venerdì. I sindacati parlano di: “alte temperature critiche nei reparti produttivi, aspirazione fumi inadeguata, guasti alle docce e ai servizi igienici, insalubrità delle aree mense, mancata programmazione delle ferie residue per agevolare il recupero psicofisico, ricorso frequente allo straordinario, uso e abuso costante di lettere di contestazione”.
“Rivendichiamo con questa mobilitazione un intervento tempestivo e definitivo sulle problematiche di salute e sicurezza e per ricostruire delle relazioni sindacali stabili e di qualità – concludono i sindacati nella loro nota – che possano portare tra l’altro in sede di trattativa a elementi premianti che tengano conto realmente delle professionalità, anzianità e impegno profuso in azienda”.
Braccio di ferro alla Brugola di Lissone: la risposta di Jody Brugola in una nota
Contestazioni alle quali ha risposto direttamente il presidente della azienda Jody Brugola con una nota: “Sono molto amareggiato che si sia arrivati alla proclamazione di uno sciopero di otto ore – ha comunicato – A nostro avviso, la mobilitazione è legata soprattutto alla mancata erogazione del premio di risultato relativo al 2025, determinata dalle importanti operazioni finanziarie straordinarie affrontate dall’azienda”.
“Brugola OEB – prosegue – in passato, si è sempre distinta per la generosità dei premi riconosciuti, come dimostrano i premi erogati nel 2024 e il premio welfare del 2026. Noto che i motivi per cui oggi si sciopera non sono legati a situazioni di mobilità aziendale. L’azienda ha invece assunto 80 persone, andando in controtendenza rispetto a molte altre realtà aziendali. Non sono legati nemmeno a piani di delocalizzazione, in quanto l’azienda è tra quelle che hanno investito di più negli ultimi anni, come dimostrano i tre nuovi stabilimenti aperti durante la mia presidenza”.
“Noto con dispiacere che alcune persone utilizzano il nome di Brugola per farsi pubblicità, come emerge dagli articoli usciti, anziché perseguire il reale interesse dei lavoratori. Un interesse che consiste nel difendere un’azienda che assume, investe nei macchinari e nel territorio, mantiene le proprie quote di mercato e ne acquisisce di nuove, per garantirsi un futuro di successo e di continuità aziendale. Avendo la coscienza pulita e ritenendo che le situazioni poste sul tavolo non abbiano carattere strutturale né la gravità che purtroppo riscontriamo in tante altre realtà, soprattutto negli ultimi mesi, siamo disponibili ad affrontarle e a trovare soluzioni in tempi brevi” conclude Brugola.