Da Londra a Monza: tredici arredi di nuovo in Villa reale, perché così tanti mobili in giro nel mondo

Monza ritorno arredi Villa reale sedute
Monza ritorno arredi Villa reale sedute

Dopo un secolo, hanno attraversato la Manica per tornare a Monza, nelle sale di Villa Reale. Sono tredici mobili appartenuti alla Reggia di Monza ai tempi di Umberto e Margherita. Tra loro un tavolo in stile Luigi XVI con piano in marmo nero che un tempo abbelliva la sala del trono, una serie di sedie, poltroncine, dormeuses e perfino un busto di Garibaldi firmato da Ercole Rosa, lo stesso autore della statua di Vittorio Emanuele II in piazza Duomo a Milano.

Da Londra a Monza: tredici arredi di nuovo in Villa reale, la dispersione del patrimonio

Per un secolo hanno arredato l’Ambasciata italiana di Londra, quindi l’Istituto Italiano di Cultura nella capitale britannica. La storia di questi arredi è comune a molti altri della Reggia che dal giorno del regicidio, il 29 luglio 1900, è stata abbandonata da casa Savoia. La Regina Margherita trasferì subito al Quirinale mobili e oggetti a lei più cari. Una seconda dispersione degli arredi è quella che avvenne dopo il regio Decreto del 1919 quando vittorio Emanuele III cede la Villa di Monza e il Palazzo Reale di Milano al Demanio.

Dal 1920 e negli anni successivi quadri, orologi, tappeti, mobili, vengono spediti nelle varie sedi di Ambasciate e Consolati nel mondo, un modo per mostrare l’eleganza di quello che sarà considerato “Made in Italy”. Questo è stato il destino dei tredici pezzi appena rientrati in Villa Reale: erano stati assegnati dal Ministero degli Esteri all’Ambasciata italiana di Londra nel 1926.

Da Londra a Monza: tredici arredi di nuovo in Villa reale, l’operazione di recupero

L’operazione di recupero di parte degli arredi è stata avviata mesi fa, dopo che l’Ambasciata stessa ha manifestato la propria disponibilità a riconsegnare alcuni beni che recano segni e targhette risalenti agli inventari condotti alla Villa Reale di Monza durante il periodo sabaudo, il primo a partire dal 1881, per accertare lo stato di consistenza dei beni mobiliari ed immobiliari in dotazione della Corona, il secondo dal 1908, dopo il regicidio. L’arrivo dei mobili da Londra segue la cessione della scorsa estate di circa 400 oggetti e mobili dai depositi della Soprintendenza milanese. «La restituzione di beni è un processo che richiede competenze multidisciplinari e la collaborazione di più soggetti -spiega Bartolomeo Corsini, direttore della Reggia – Il nostro auspicio è che la scelta fatta dall’Ambasciata d’Italia a Londra possa costituire un precedente per altri accordi analoghi. Accrescere il patrimonio e le collezioni del complesso piermariniano è un obiettivo non meno importante di quello orientato al recupero, alla conservazione e alla valorizzazione degli spazi».

Da Londra a Monza: tredici arredi di nuovo in Villa reale, il lavoro di Marina Rosa

Chi da trent’anni è sulle tracce dei mobili della Villa è Marina Rosa, ex funzionario della Soprintendenza e presidente del Centro Documentazione Residenze Reali Lombarde che nel 2023 ha pubblicato un volume che è la sintesi dei suoi studi sul patrimonio della Reggia al Quirinale che raccolse da Monza circa 700 pezzi. «Ho sempre detto che Villa Reale è il cantiere più affascinante che abbia seguito in carriera – dice – è come una matrioska, ogni storia ne cela altre».

Da Londra a Monza: tredici arredi di nuovo in Villa reale, il sogno

Ricorda di una campagna voluta dal Ministero dei Beni Culturali negli anni Novanta per catalogare tutti i dipinti presenti nelle Ambasciate italiane del mondo. «Non si fece lo stesso per i mobili – spiega – ma i risultati di quella campagna sono al Ministero e sarebbe interessante proseguire gli studi». Poi ci sono state negli anni delle occasioni perdute come lo scrittorio privato di Margherita venduto ad un’asta nel 2023 o il grande tappeto che adornava il salotto della Regina che è al Museo Poldi Pezzoli di Milano.

Il suo sogno? «Vorremmo ricostruire almeno virtualmente la biblioteca di Margherita – spiega – abbiamo costituito un tavolo di lavoro con la Biblioteca Reale di Torino e il Quirinale. Sarebbe bello riportare alcuni volumi nella biblioteca di Umberto e Margherita togliendo dagli scaffali il servizio di porcellane che, francamente, non c’entrano nulla con quell’ambiente».

L'autore

Il primo articolo a 13 anni e non ho più smesso. Al Cittadino dal 1992 ho scritto po’ di tutto con un amore incondizionato per Parco e Villa reale. Leggo molto e sono nella giuria del Premio Brianza.
Mi piace raccontare storie e possibilmente buone notizie. Le mie buone notizie sono i miei quattro figli e la nipotina!