La formula del “divertimento intelligente” ha funzionato. Gennaro D’Avanzo, direttore artistico del teatro Villoresi, non nasconde la sua soddisfazione.
Teatro: al Villoresi di Monza già 700 abbonati, ogni spettacolo sarà proposto tre volte
«A giugno abbiamo chiuso la prima parte della campagna abbonamenti raggiungendo settecento adesioni – spiega – Settecento era la quota che mi ero prefissato per aumentare il numero delle repliche». Infatti, nella prossima stagione ogni spettacolo sarà proposto tre volte: il sabato sera, la domenica pomeriggio e la domenica sera.
«L’anno scorso mi è capitato più volte di non poter accontentare tutte le richieste – aggiunge – e ciò mi è dispiaciuto tantissimo. Non è bello mandare via la gente da teatro. Quando le compagnie erano disponibili sono riuscito ad aggiungere il terzo spettacolo, ma non sempre è stato possibile. Da ottobre, invece, avremo tre appuntamenti e sia gli abbonati sia gli spettatori che preferiscono i singoli biglietti potranno scegliere il giorno e l’orario a loro più congeniale».
Teatro: al Villoresi di Monza già 700 abbonati, la seconda fase riparte l’8 settembre
La stagione si aprirà il 24 ottobre con lo spettacolo di Marco Cavallaro “Se ti sposo mi rovino”, una divertente commedia degli equivoci.
La campagna abbonamenti è per ora terminata al botteghino e riaprirà martedì 8 settembre. Nel frattempo, però, chi lo desidera potrà acquistare il proprio carnet di spettacoli sul sito Internet del teatro. Per preparare al meglio la nuova stagione D’Avanzo ha dato il via ad alcuni lavori di riqualificazione del teatro.
«Uno degli ultimi acquazzoni ha creato un po’ di problemi e ne approfittiamo per sostituire la moquette ed effettuare alcune migliorie».
Il direttore artistico promette l’inserimento di ulteriori spettacoli fuori abbonamento per dare la possibilità agli attori più giovani di farsi conoscere. «Sono ancora in fase di organizzazione – conclude il direttore artistico della storica sala al convento del Carrobiolo – e non posso anticipare nulla. Posso solo dire di essere molto felice che a Monza la gente frequenti i teatri».