Il brugherese Alberto Ravagnani è un nuovo concorrente di Ballando con le Stelle. Nel mese di febbraio l’annuncio della decisione di lasciare il sacerdozio e la pubblicazione di un libro per spiegare le ragioni.
Brugherio, Alberto Ravagnani e il tempo per ballare: il viaggio
Poi la partenza per la Thailandia per un viaggio ed esperienze documentate sui social su cui ha perso il “don” nel nome ma continua a essere “influencer” parlando al suo pubblico. Infine, dopo giorni di indicrezioni come sempre si dice in questi casi, il video per comunicare la prossima partecipazione al programma di Rai 1.
“Combattere e ballare, sono le due cose che ho sempre rimpianto di non sapere fare – ha spiegato – Sembrano opposte, ma in realta sono due modi per far parlare il corpo. Ho sempre detto tante parole, adesso è il momento in cui voglio riappropriarmi del mio corpo e dargli voce. Sono in Thailandia per imparare a combattere, tra un po’ sarò su Ra1 per imparare a ballare”.

Brugherio, Alberto Ravagnani e il tempo per ballare: le critiche
Una scelta non inattesa tra chi lo segue, che non ha mancato però di creare malumori nei commenti soprattutto da parte di chi lo accusa di avere avuto un “comportamento falso” rispetto alla chiesa e al credo.
“Ognuno vede quello che vuole, a quanto pare”, ha risposto lui in calce a un contributo pubblicato – un dialogo sulla figura della Vergine Maria.
Brugherio, Alberto Ravagnani e il tempo per ballare: il rapporto con il corpo
Ora a parlare saranno la pista da ballo e la trasmissione condotta da Milly Carlucci, che affianca persone conosciute a ballerini professionisti col compito di insegnare loro a ballare, o in certi casi a portare al meglio una tecnica già acquisita. Per poi passare all’esame della giuria.
“Ero convinto che trascurare il mio corpo potesse rendermi più santo. Dormivo poco, mangiavo male, mi vestivo di grigio. Più ero pallido e stanco, più mi sentivo dalla parte giusta – aveva scritto nei giorni scorsi – In seminario il corpo era un argomento di serie B: qualcosa da contenere, non da abitare. Un ostacolo alla crescita dello spirito. Un inutile inciampo. D’altronde io volevo diventare un prete. E a un prete a cosa serve il corpo? Non mi interessavo di apparire bello, di vestirmi bene, di trovare un taglio di capelli che valorizzasse il mio volto, di curare la mia pelle, di scolpire i miei muscoli. Ora invece mi vedo e mi sento diverso. Esteriormente, certo. Ma questa è solo una conseguenza di un cambiamento più profondo. Ho fatto pace con la mia carne. E sto da Dio”.
Ora per l’ex don Rava è arrivato il tempo per ballare, proprio come dice l’Ecclesiaste citato al cinema nel film Footloose in un’accorata difesa della festa di fine anno in una cittadina in cui il ballo era vietato: «Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo – dice – un tempo per ridere e un tempo per piangere, un tempo per partire e un tempo per danzare», si legge nel capitolo 3.