Polo archivistico di Monza rinviato al 2023: “Non giocate col fuoco”

È il progetto del Comune che giustifica il mancato rinnovo del contratto con il centro di trattamento rifiuti Cem di viale Industrie.
L’impianto Cem di viale Industrie a Monza
L’impianto Cem di viale Industrie a Monza Fabrizio Radaelli

Slitta al 2023 il finanziamento da 1.500.000 euro per la realizzazione del polo archivistico di Monza in viale delle Industrie, sull’area comunale occupata dall’impianto per il trattamento di rifiuti non pericolosi di Cem.

Il rinvio, inserito nella variazione del piano triennale delle opere pubbliche votato lunedì in consiglio comunale dalla maggioranza, secondo il centrodestra potrebbe avere conseguenze pesanti: potrebbe trasformarsi, ha affermato l’ex sindaco Dario Allevi, in un’arma nelle mani dei legali della società che hanno presentato ricorso al Tar e al Consiglio di Stato contro la disdetta del contratto di locazione e contro la variante urbanistica necessaria ad avviare l’intervento. «Il vostro è un atteggiamento superficiale – ha dichiarato – non avete ancora approvato la variante adottata ad aprile».

«Su questa vicenda – ha commentato il leghista Simone Villa – ogni passo va calcolato al millimetro per evitare di mettere a repentaglio tutta l’architettura. Non si può giocare con il fuoco». 

Il vicesindaco Egidio Longoni ha provato a placare le loro preoccupazioni: «Non cancelliamo l’opera – ha spiegato – il progetto è alla fase definitiva e rinviamo il finanziamento per evitare di accendere il mutuo a metà novembre senza aver pubblicato la gara» per l’assegnazione dei lavori. Il ritardo nella procedura urbanistica, ha aggiunto, è dovuto alle lungaggini con cui la Provincia ha chiesto ulteriori approfondimenti e lo slittamento non dovrebbe rovinare i piani del Comune che, peraltro, ha già incassato un successo al Tar. 

La giunta Pilotto, ha proseguito, opererà in continuità con la precedente anche sul fronte dell’adeguamento delle scuole alle norme per la sicurezza: «Abbiamo in cascina – ha detto – 37 milioni di euro da spendere». La manovra ha ottenuto 19 voti a favore e 12 contrari.