Muggiò: Nicolò ha fretta e nasce sul lettino dell’estetista

A Muggiò un parto fuori dall'ordinario: il racconto di chi c'era, la cliente che ha capito tutto, il papà dal sangue freddo.
Le protagoniste di un parto speciale
Le protagoniste di un parto speciale

«L’emozione più grande? Sentire il pianto di Nicolò: è stato come una benedizione». È ancora visibilmente commossa Monica Vergani, parrucchiera del negozio Beautiful donna, dove lo scorso 17 ottobre, tra spazzole e bigodini, sul lettino dell’estetista è venuto al mondo un bimbo.

Nonostante siano trascorsi quasi dieci giorni dall’incredibile lieto evento, Monica è ancora emozionata mentre ripercorre quei momenti, mentre nel loro negozio sotto ai portici di un condominio di via Allende, insieme alla sorella Marilena e a Raffaella Tritto, sta facendo la messa in piega a una cliente: «E pensare – sorride Monica – che sono la meno coraggiosa di tutte, ma d’altra parte in quel momento ero qui da sola».

Muggiò: la mmma di Nicolò e la cliente con l’occhio attento

La mattina del parto inaspettato, Monica era stata al telefono con una sorella che si trovava a Fatima «e poco dopo, è entrata un’anziana che mi ha lasciato un paio di immaginette della Madonna. Poi, all’improvviso, è accaduto tutto: per chi ci crede, penso che Nicolò sia un segno del cielo».

Mentre stava facendo le unghie ad una cliente, Monica ha notato una coppia intorno ai trent’anni, con lei incinta, passare di fronte alle vetrine del suo negozio e dirigersi verso l’uscita del condominio:
«Sono passati oltre, ma abbiamo capito dalle loro voci che si erano fermati nell’androne di ingresso – ha proseguito Monica – e la cliente mi ha fatto notare che probabilmente la donna non si sentiva molto bene».

Così Monica è uscita e ha invitato lei e il marito ad entrare nel negozio, l’ha fatta accomodare su di un divanetto, ma ormai Nicolò aveva già deciso che era giunto il momento di nascere: «La mamma ha proprio detto di sentirlo che stava uscendo, così con l’aiuto del marito siamo riusciti a farla accomodare sul lettino da estetista, in una stanza un po’ più discreta che abbiamo dall’altra parte, lontana dalle vetrine, e lì si sono rotte le acque». Come in un film gli attimi successivi si sono susseguiti in modo concitato: i panni di carta con cui asciugare il pavimento, le salviette bagnate, la testolina di Nicolò che ormai spuntava con il bimbo pronto per lo sprint finale «e io – racconta Monica – che dicevo alla sua mamma: “Cosa le hanno insegnato al corso preparto? A respirare? Respiriamo insieme, forza!».

Muggiò: il papà di Nicolò e il suo sangue freddo

Intanto il papà di Nicolò telefonava all’ambulanza, per chiedere aiuto: «È stato bravissimo – ha continuato Monica – I giornalisti intervistano me, ma ha fatto praticamente tutto lui: temendo che il bimbo bevesse il liquido amniotico, gli ha tenuto la testina fino all’arrivo dei soccorsi». Poi ecco gli operatori della Croce rossa e il pianto di Nicolò: «Quando l’ho sentito, ho pianto per la commozione – conclude Monica – La mia famiglia viene da un anno difficile, ma questo evento meraviglioso ci ha donato un’energia nuova, ci ha ricordato quanto sia bella la vita, imprevedibile e ricca di miracoli.
Mamma e papà, tornati dall’ospedale, ci hanno portato un’orchidea. Non avrei mai immaginato che potesse accadere nulla di simile, Nicolò è stato un bellissimo dono anche per noi»
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