La visita al cantiere inizia dall’interno della chiesa panottica del Buon Pastore di Monza. Il cantiere è stato aperto, i ponteggi occupano tutta la parte centrale della chiesa realizzata nel 1913, unica per la sua pianta centrale da cui si diramano sei “bracci”. All’interno tracce delle volte stellate, i capitelli delle colonne, il pavimento in legno, la balaustra dell’organo in parte distrutta. Poi all’esterno gli edifici a portico e il grande parco alberato destinato a diventare un parco pubblico di 11mila metri quadri alle porte del centro storico.
Monza: via ai lavori al Buon Pastore, parte pubblica entro il 2027

Sette anni di cantiere per completare l’intero piano attuativo, approvato ad ottobre dalla giunta che prevede la realizzazione di tre edifici di 6, 9 e 12 piani all’interno dell’area, il recupero della settecentesca Villa Angela che ospiterà altre residenze. La parte pubblica sarà invece consegnata per la fine del 2027 come conferma Danilo Ratti, responsabile del progetto per conto della società proprietaria, la Morgran Italia di Milano: «La proprietà è stata coraggiosa – spiega- ha visto l’unicità del luogo. Questa non è solo un’operazione immobiliare, ma di vera rigenerazione urbana». “Monverde” il nome del quartiere che nascerà fra sette anni alle porte del centro storico.
«Dei 14 piani attuativi approvati – spiega l’assessore all’Urbanistica Marco Lamperti – questo è sicuramente il più bello per la qualità delle architetture presenti e le attività che qui saranno ospitate. Restituiamo finalmente alla città un’area storica rimasta per troppo tempo inutilizzata e in stato di degrado». Oltre alla nuova biblioteca il privato realizzerà anche uno spazio pubblico per le associazioni culturali sopra l’edificio a portico, una piazza, un parco giochi e un parco pubblico di 11 mila metri quadri dove è già stato fatto un censimento del verde esistente e saranno messe a dimora nuove piante alla fine del cantiere.

Monza: via ai lavori al Buon Pastore, il sindaco e i progettisti
«Rigenerazione urbana, verde e luoghi di qualità da dedicare allo studio e alla cultura sono i capisaldi della parte pubblica di questo intervento – spiega il sindaco Paolo Pilotto – che si configura come un ingresso alla città in un quartiere caratterizzato da un polo scolastico di 4mila studenti».
Per la progettazione architettonica è stato fatto un beauty contest vinto dallo studio di architettura a-fact di Giovanni Sanna, Andrea Rossi e Pierluigi Turco. «Fin dalle prime fasi progettuali – ha spiegato Giovanni Sanna – il nostro lavoro si è concentrato sulla definizione di una relazione tra il nuovo intervento, la città e il contesto storico e paesaggistico esistente. Il progetto si inserisce all’interno di una più ampia visione di rigenerazione urbana, basata sul recupero degli edifici storici, sulla realizzazione del nuovo parco pubblico e sulla restituzione di spazi aperti e collettivi alla città». Sul ricorso al Tar promosso da Legambiente e dal Comitato di residenti tutti si dicono tranquilli: «Abbiamo avuto il via libera dai nostri legali» spiega Ratti». E anche l’assessore Lamperti si dice “sereno”. «Abbiamo fatto un piano legittimo, nel rispetto delle regole».