Monza, ex Buon Pastore: «Minoranze, fate ricorso a Mattarella»

Il comitato di cittadini lancia l'appello alle opposizioni in consiglio perché presentino istanza al capo dello Stato.
Beauty contest area Via Cavallotti - Ex Buon Pastore a-fact Monza Piazza@emmeworks
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«Ci dispiace, ancora una volta, che l’assessore Lamperti non parli direttamente con noi cittadini ma preferisca interloquire solo con gli immobiliaristi». Non usano mezzi termini i membri del comitato Buon Pastore dopo le esternazioni dell’assessore al governo del territorio, Marco Lamperti, che ha commentato il ricorso al Tar sul piano attuativo dell’area Buon Pastore presentato da Legambiente e dai residenti.

«Il ricorso non comporta alcun blocco dell’intervento e il percorso amministrativo prosegue», ha spiegato Lamperti confermando l’intenzione dell’amministrazione di procedere con la riqualificazione dell’area. Il ricorso, presentato dall’avvocata Emanuela Beacco che da cinque anni assiste i membri del comitato Buon Pastore, è un lunghissimo e dettagliatissimo resoconto del passato ma soprattutto del futuro del Buon Pastore dove, secondo il piano attuativo presentato, sorgeranno tre torri, esercizi commerciali, una pizza pubblica e una nuova biblioteca pubblica ricavata nell’ex chiesa panottica.

Monza, ex Buon Pastore: l’appello del comitato di cittadini

Una storia tanto lunga quanto complicata ma alla quale potrebbero aggiungersi nuovi attori. «Chiediamo ai consiglieri comunali di minoranza di fare ricorso straordinario al capo dello Stato. Fino ad oggi nessuno, pur potendolo fare, ha proceduto con un ricorso al Tar. Ora che altri (i condomini e i residenti, nda) si sono accollati le spese legali i consiglieri che intendono opporsi a questa inutile cementificazione non hanno che da inoltrare il nostro atto (già notificato al Comune lo scorso 6 marzo, nda) e inviarlo aggiungendo semplicemente la loro firma».

Lanciato l’appello e depositato il ricorso, al comitato Buon Pastore ora non resta che attendere le prossime mosse dell’amministrazione e della proprietà. «Chiedere la sospensiva oggi sarebbe impossibile – spiega Beacco -. Quello che ci importa sapere è che l’assessore Lamperti ora sa che il ricorso su quel progetto è pendente. Se tra qualche anno il Tar ci darà ragione e nel frattempo il cantiere sarà già partito, tutto il costruito dovrà essere abbattuto. Non solo, si potrebbe valutare anche il risarcimento da parte del Comune e di tutti quelli che hanno votato a favore di questo piano attuativo. Se dovessero rilasciare il permesso di costruire noi lo impugneremo come primo atto lesivo, e così faremo con ogni altro singolo atto».

Procede quindi colpo su colpo la vicenda mentre sembra ancora lontano l’avvio del cantiere che dovrebbe realizzare nell’ex parco tre torri di 12, 9 e 6 piani.

L'autore

Nata nell’anno dei due presidenti e dei tre papi. Scrivo per il Cittadino dal 2009, prima solo per l’edizione cartacea poi per la tv e il sito per cui realizzo anche servizi video. Mi occupo di chiesa locale, cronaca, volontariato, terzo settore, carcere. Con l’associazione Carcere Aperto nel 2011 ho realizzato insieme al fotografo Antonio Pistillo la mostra “Guardami”, dove abbiamo raccontato le storie dei detenuti della casa circondariale di Monza.