Monza, il piano per l’ex Buon Pastore finisce in tribunale

Ricorso al Tar contro il progetto del comitato di zona e Legambiente: «Difetti di istruttoria e una serie di forzature». L'assessore: l'iter prosegue.
Beauty contest area Via Cavallotti - Ex Buon Pastore a-fact Monza Entrance@emmeworks
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È stato notificato venerdì 6 marzo al Comune di Monza il ricorso al Tar presentato dal comitato Buon Pastore con Legambiente contro l’approvazione del piano attuativo per il Buon Pastore

«Tutti gli atti presenti nel piano attuativo e il parere della Soprintendenza sono illegittimi – spiega Emanuela Beacco, l’avvocata che da tempo segue legalmente la vicenda per conto del comitato – dal momento che la vicenda non è passata al vaglio e alla discussione del consiglio comunale. Anche il cambio di destinazione d’uso della ex chiesa sarebbe dovuto passare da una discussione in consiglio comunale. Inoltre non è stato tenuto conto del parere della commissione paesaggio che ha chiesto legittimamente integrazioni ai documenti presentati senza mai averli ricevuti».

Monza, l’ex Buon Pastore in tribunale: «Difetti e forzature»

Una vicenda complessa e un ricorso estremamente complicato e tecnico. Si tratta della terza azione legale che l’avvocata Beacco inoltra per conto del comitato Buon Pastore, contrario da sempre al progetto di realizzazione delle tre torri previsto nel piano di riqualificazione dell’area.

«Nei documenti presentati dal Comune risultano difetti di istruttoria e una serie di forzature», continua l’avvocata che tra i moltissimi documenti allegati al ricorso ha presentato anche il modulo di esame di impatto paesistico dei progetti redatto dalla proprietà, la BP Real Estate e inviato al Comune, dove nella sezione denominata “Criteri e parametri per determinare il grado di incidenza del progetto” si legge che «gli ingombri volumetrici evidenti si limitano ai due nuovi edifici nuovi a torre posti a margine del parco, distanti dal nucleo storico e nascosti dal bosco esistente a est e dalle nuove alberature a filare inserite nel progetto del parco». Nel progetto presentato, invece, spiccano tre torri, di 12, 9 e 6 piani e non due. «Ricordo inoltre che l’intero comparto è oggetto di vincolo culturale come ha ribadito il Consiglio di Stato, e questo comprende anche per intero il giardino che non può essere quindi parcellizzato ma considerato nella sua interezza sottoposto a vincolo».

Monza, l’ex Buon Pastore in tribunale: per l’assessore l’iter procede

Un ricorso ampiamente atteso dall’amministrazione come conferma l’assessore al governo del territorio Marco Lamperti. «Il ricorso non comporta alcun blocco dell’intervento e il percorso amministrativo prosegue normalmente. Continueremo quindi a lavorare perché l’area del Buon Pastore, dopo anni di abbandono, possa finalmente essere restituita alla città con nuovi servizi pubblici, spazi culturali con oltre 1.000 mq di biblioteca e altri spazi per lettura e dedicati alle associazioni e poi il verde con oltre 11.000 mq di parco e quasi 100 nuovi alberi, una piazza di oltre 3.000 mq e il restauro completo del complesso storico. Il tutto a davanti ad un complesso scolastico superiore che conta oltre 4.000 studenti».

Ora che il piano attuativo è stato presentato si aspetta l’autorizzazione paesaggistica e il passaggio dalla commissione paesaggio, poi verrà rilasciato il permesso di costruire. «Impugneremo ogni atto che verrà presentato, non abbiamo fretta», assicura l’avvocata Beacco.

L'autore

Nata nell’anno dei due presidenti e dei tre papi. Scrivo per il Cittadino dal 2009, prima solo per l’edizione cartacea poi per la tv e il sito per cui realizzo anche servizi video. Mi occupo di chiesa locale, cronaca, volontariato, terzo settore, carcere. Con l’associazione Carcere Aperto nel 2011 ho realizzato insieme al fotografo Antonio Pistillo la mostra “Guardami”, dove abbiamo raccontato le storie dei detenuti della casa circondariale di Monza.