Meteo, quei temporali sempre più violenti: «Basta uno sbuffo di aria a crearli, bisogna preservare il suolo»

L'esperto Flavio Galbiati, meteorologo, analizza gli eventi meteo violenti degli ultimi giorni: tre dal 2 al 10 giugno in Brianza.
Flavio Galbiati
Flavio Galbiati

All’inizio erano state un paio di gocce. Leggere, rinfrescanti, stavano smorzando l’afa serale. In pochi minuti venerdì 5 giugno è cambiato tutto: le gocce sono diventate un acquazzone, un temporale, un muro d’acqua che impediva di vedere a un palmo di distanza.
Nel pomeriggio di mercoledì 10 giugno, anticipata da un cielo nero, la replica con un nubifragio violento che ha scaricato sulla Brianza pioggia e grandine, facendo crollare alberi – a anche un maxischermo allo stadio – e allagando strade.

2 giugno Un sottopasso allagato a causa del maltempo in Brianza
2 giugno Un sottopasso allagato a causa del maltempo in Brianza

Meteo, quei temporali sempre più violenti: i numeri degli ultimi eventi

Il temporale che si è scatenato poco dopo le 22 di venerdì 5 giugno ha rovesciato sul terreno – nell’ora e poco più della sua durata – 47,8 millimetri di pioggia, accompagnati da raffiche di vento e dal rimbombo di tuoni ora più vicini, ora più lontani.
La misurazione arriva dal rilevatore di Arpa Lombardia posizionato in via monte Generoso, nella zona della Boscherona, a poca distanza dal canale Villoresi. Solo pochi giorni prima, martedì 2 giugno, lo stesso rilevatore aveva misurato un’altra cifra record: sono stati addirittura 78,6 i millimetri di pioggia caduti, quasi incessantemente, per l’intera giornata della festa della Repubblica.

Meteo, quei temporali sempre più violenti: l’esperto Flavio Galbiati

«L’intensità dei fenomeni meteorologici è una delle conseguenze dei cambiamenti climatici in atto»: lo spiega senza mezzi termini Flavio Galbiati, laureato in Fisica con indirizzo Fisica dell’ambiente e dell’atmosfera all’Università degli studi di Milano e di professione meteorologo.
«Sono, in particolare, riconducibili al caldo anomalo – anche questo, conseguenza del climate changeche abbiamo vissuto alla fine di maggio, quando si sono registrate temperature superiori alla media stagionale anche di otto, dieci gradi».

Meteo, quei temporali sempre più violenti: il caldo intenso e lo sbuffo d’aria

Quando il caldo è così intenso, «e il bacino del Mediterraneo è una delle aree che, a livello globale, si sta scaldando più velocemente rispetto a tante altre», è sufficiente anche «uno sbuffo di aria più fresca per generare fenomeni così intensi. Fenomeni a cui – sottolinea Galbiatici dobbiamo sempre più abituare, perché capiteranno sempre più di frequente».

Meteo, quei temporali sempre più violenti: il cambiamento climatico nel mondo

La tendenza, in corso ormai da anni, è avvalorata da ormai numerose prove scientifiche: aumentano le temperature medie e le massime estive, cresce il numero di notti tropicali, le precipitazioni vengono registrate sempre più spesso come anomale. Le estati iniziano prima e finiscono più tardi. Periodi prolungati di siccità si alternano a piogge intense e alluvioni.

Succede nella provincia di Monza e Brianza come in tutta Italia, in Europa come in tutto il mondo: il riscaldamento globale ha trasformato l’ambiente, ridisegnato i contorni delle stagioni, modificato le abitudini di vita delle persone.
Per questo, secondo l’esperto (che molti ricorderanno anche sui canali Mediaset all’interno delle rubriche meteo), «è, e sarà, sempre più importante mettere in atto strategie di adattamento e di mitigazione, così da anticipare gli effetti avversi dei cambiamenti climatici e prevenire, o ridurre al minimo, i danni che possono causare».

La grandinata di Cavenago
La grandinata di Cavenago

Meteo, quei temporali sempre più violenti: cosa fare

Ad esempio, prosegue Galbiati, «bisognerebbe preservare la permeabilità del territorio, evitando di realizzare nuove infrastrutture che possano ulteriormente alterare l’equilibrio degli ecosistemi – una su tutte: la Pedemontana – e bisognerebbe riuscire ad abbattere le emissioni di inquinanti nell’atmosfera – penso in questo caso quelle generate dalle attività degli allevamenti intensivi. Viviamo in un territorio fortemente urbanizzato: è anche per questo motivo che in Lombardia e in pianura Padana certi fenomeni si presentano in maniera così intensa».