Meteo Monza e Brianza: ondata di calore, temperature in salita (anche di notte) e rischio temporali forti

"Disagio forte" nel bollettino Humidex di Arpa Lombardia e temperature ancora in salita anche sulla provincia di Monza e Brianza.

Il bollettino Humidex di Arpa Lombardia, che monitoria quotidianamente il disagio percepito in condizioni ambientali di elevata umidità e alte temperature, dopo un lunedì in “giallo” per martedì 14 e mercoledì 15 luglio torna rosso con l’allerta per “disagio forte”. È l’effetto della nuova bolla di calore africana arrivata sull’Europa occidentale che, dopo aver colpito Francia e Spagna, questa volta investe anche l’Italia, finora rimasta ai margini dei fenomeni più forti registrati Oltralpe.

Meteo Monza e Brianza: ondata di calore, la settimana sul termometro

In provincia di Monza e Brianza, e sul Nord Italia, l’alta pressione avrà qualche lieve cedimento con possibilità di temporali, anche forti, soprattutto nelle giornate di mercoledì 15 e venerdì 17 luglio nella tardo pomeriggio.

Secondo il bollettino di Arpa Lombardia però le temperature sono in aumento fino a mercoledì 15,quando nuovamente supereranno significativamente i valori tipici del periodo“.

Su Monza e Brianza sono attese massime tra 34-35 gradi fino a 37 gradi (mercoledì) e di nuovo 36 gradi previsti per sabato. Non va meglio la notte con minime fino a 26 gradi nelle giornate di martedì, mercoledì e venerdì.

Meteo: ondata di calore, la situazione in Italia e in Europa

«Se come anticipato fino a ora l’Italia si è trovata spesso in posizione relativamente marginale – spiega Edoardo Ferrara, esperto di 3bMeteo a proposito del quadro meteo nazionale – in particolare da mercoledì 15 in avanti non sono da escludersi picchi davvero notevoli: fino a 38-41°C al Sud, anche 42-43°C su Sardegna e Sicilia, fino a 37-40°C pure sulle zone interne del Centro. Al Nord qualche grado in meno ma con afa questa volta più accentuata, fatto che renderà quindi le temperature percepite comunque elevate. Anche lungo i settori costieri le temperature si dovrebbero mantenere su valori inferiori ai picchi succitati, ma come per la Pianura Padana l’afa potrebbe farsi sentire in modo opprimente».

E poi: «Inevitabile in questo contesto la possibilità delle cosiddette notti tropicali, ossia con temperature che potrebbero non scendere sotto i 24-25°C specie su coste e aree urbane, mentre intorno alle ore 22-23 si potranno avere ancora valori prossimi ai 30°C (se non superiori nelle grandi città). Va da sé che il problema non sarà solo il picco di calore in sé, ma per quante ore saranno perpetrate temperature sopra i 33-34°C nell’arco di tutta la giornata e questo potrebbe essere significativo esasperando la sensazione di disagio bio-climatico. L’estate nera dell’Europa occidentale, cosa sta succedendo e perché – Fino ad ora l’estate 2026 si sta dimostrano davvero critica sul fronte del grande caldo per l’Europa occidentale, tanto che Copernicus conferma il giugno da record. Ormai parlare di ondate di calore quasi non fa più notizia dato il rapido e impressionante susseguirsi di questi eventi soprattutto per Spagna e Francia: proprio il comparto francese ha sperimentato temperature fuori logica ma non per un giorno, bensì per diversi giorni consecutivi, con punte di 44-45°C; notevoli anche i picchi over 38°C dell’Inghilterra e i 40-41°C raggiunti in Germania, Repubblica Ceca e Polonia».

«Le cause e gli attori sono molteplici. Abbiamo da un lato una situazione frequentemente bloccata con una corrente a getto ‘ferma’ nella sua ondulazione che disegna un Omega Blocking più o meno pronunciato sull’Europa. Nello specifico l’Omega blocking è definito da un promontorio anticiclonico centrale, che in questo caso investe l’Europa centro-occidentale, affiancato da due aree cicloniche, nel nostro caso tra Portogallo e Azzorre e sull’Europa nord-orientale. In parole povere l’anticiclone è bloccato sempre sulle stesse zone con richiamo continuo di masse d’aria molto calda dalle latitudini subtropicali. Dall’altro lato abbiamo il riscaldamento climatico, che fa sì che a parità di circolazione atmosferica rispetto al passato oggi le masse d’aria che ci raggiungono dalle latitudini subtropicali o dal Nord Africa sono mediamente più calde in partenza. Va infine osservato che vi sono aree in Europa anche con temperature sotto la media, in particolare sul comparto nord orientale. Tuttavia ricordiamo che le aree più fresche o con temperature comunque sotto la media non sono compensative della controparte sopra media sia per intensità che per estensione».

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