L’amministrazione di Seregno ringrazia le famiglie che hanno ospitato i profughi

L'occasione l'ha fornita un incontro, ospitato dalla sala Gandini di via 24 maggio sabato 16 luglio. Una trentina i nuclei che sono intervenuti
Sindaco ed assessori con le famiglie che sono state premiate per l’ospitalità

Un segnale forte e soprattutto un modo sincero di dire grazie: questo l’obiettivo dell’iniziativa svoltasi in sala Gandini a Seregno lo scorso sabato 16 luglio. Invitati gli ospitanti delle numerosissime famiglie ucraine che hanno trovato rifugio a Seregno dopo lo scoppio della guerra. Quasi trenta i presenti, insieme agli assessori Laura Capelli, William Viganò e al sindaco Alberto Rossi; anche il prevosto monsignor Bruno Molinari ha partecipato con un intervento e ha ricevuto i ringraziamenti dall’amministrazione per lo sforzo compiuto dalla comunità pastorale. Nelle strutture religiose come il Piccolo Cottolengo e l’abitazione dietro l’oratorio di Sant’Ambrogio sono stati ospitati diversi rifugiati ucraini, ma la parte da leone la fanno le abitazioni private.

Ucraina: un grazie tra presente e futuro immediato

Il momento dell’intervento di monsignor Bruno Molinari


«Vi abbiamo chiamati qui innanzitutto per dirvi grazie -ha detto Alberto Rossi-: questo slancio della nostra città ci fa onore e dimostra come spesso quello che si dice dei brianzoli chiusi viene smentito quando nei momenti di emergenza c’è da rimboccarsi le maniche. Questo anche a fronte delle molte difficoltà e incertezze di questi mesi: basti pensare che anche lo Stato ha annunciato diversi provvedimenti, ma non tutti si sono concretizzati». L’intervento di monsignor Molinari ha invece toccato gli “strumenti” da mettere in campo per una buona accoglienza: testa, cuore e mani, tutti necessari per programmare e organizzare, mantenere l’attenzione sulla persona e, poi, ovviamente, fare. «Questo dev’essere anche un momento di ascolto -ha detto invece Laura Capelli-, perché sappiamo che far entrare estranei in casa propria e dare una mano per diversi mesi è molto difficile. Tante famiglie in queste settimane sono tornate in Ucraina e tante hanno deciso invece di rimanere qui, quindi adesso è su queste che dobbiamo concentrarci, anche se capisco che la stanchezza inizi a farsi sentire». Dopo gli interventi, le famiglie presenti sono state chiamate una a una per ricevere un attestato di ringraziamento da parte del Comune di Seregno, per l’impegno e il servizio svolto spontaneamente in questi mesi.

Ucraina: l’esigenza di fare rete


Dopo la consegna è stato organizzato un piccolo rinfresco per favorire lo scambio e il racconto di esperienze tra i partecipanti. Ora che gli arrivi si sono stabilizzati, servirà elaborare una strategia di lungo periodo e un progetto che sappia inserire queste persone nel mercato del lavoro. Come emerso dagli interventi dei partecipanti, anche se queste persone hanno ottenuto in gran parte i documenti necessari, molti si trovano in difficoltà a entrare nelle realtà lavorative, soprattutto per problemi psicologici e difficoltà con la lingua. Il lavoro sarà duro ma secondo molti ospitanti serve intraprenderlo proprio per evitare che l’intervento da parte del Comune si fermi qui. Alcuni propongono anche un coordinamento e un lavoro di rete con psicologi e professionisti per spingere sempre di più queste persone a inserirsi nelle realtà del territorio.